Tu, genitore, non scordare chi sei

L’allontanamento sempre più esteso dalla nostra vita istintiva ci fa solo del male?

Il discorso dell’evoluzione e del progresso c’entrano, ma fino a un certo punto: dobbiamo, pur avendo a nostra disposizione beni di consumo, farmaci, apparecchi tecnologici, e tante conoscenze approfondite, stare attenti a non dimenticarci chi siamo. Che tu sia un genitore green o meno, ti sarai fermato qualche volta a riflettere su cosa sono i nostri istinti più profondi e la nostra indole, anche assistendo così da vicino e quotidianamente  alla crescita dei tuoi figli.

i mammiferi allattano a richiesta

Ecco, essere genitore ti  riavvicina molto ai tuoi istinti: già il solo fatto di aver cercato dei figli, è una necessità profonda e che va oltre l’era precisa in cui si vive. Si fanno meno figli negli ultimi decenni, è più facile controllare e pilotare le nascite, ma procreare resta sempre l’espressione più alta del nostro istinto alla conservazione della specie.

Assistere il neonato, i suoi primissimi giorni, la sua fame, la sua disperazione quando non vede la madre e poi andando avanti, il suo spirito così acuto di imitazione e di adattamento, sono tutte cose che stupiscono, sicuramente ti sarai stupito anche tu nel vedere che il bambino ha degli istinti innati davvero impressionanti e che non siamo più abituati a considerare ovvi. Quello di poppare, quello di girarsi verso la luce, quello di aggrapparsi alla madre, e così via verso azioni sempre più complesse.

Nella mia riscoperta di una genitorialità più naturale ho rivalutato tantissimo questo aspetto, e se mio figlio è ancora allattato alla soglia dei 2 anni, è anche perché ho deciso di dare seguito il più possibile ( sempre compatibilmente con l’era in cui vivo) a quelle che sono le esigenze più forti e più pure di un cucciolo di umano.

Riflettendoci a fondo, sebbene la vita oggi sia comoda, pulita, più sana che in passato grazie ai farmaci e alle conoscenze che abbiamo, quindi nonostante abbiamo uno stile di vita più salutare in generale, mi sembra che a un certo punto ci stiamo un po’ spersonalizzando e stiamo perdendo un attimo la bussola.

Il figlio è diventato un punto della scaletta dei programmi che abbiamo nella nostra vita, e poi una fonte continua di spese e di acquisti. Tutto questo va benissimo, perché programmare le nascite e fornire ai figli gli strumenti per crescere bene fa di noi dei genitori responsabili e (si suppone) farà dei nostri figli delle persone seguite e quindi equilibrate e sane.

Ma non si è persa, troppo, la natura viscerale del rapporto coi figli? Tutti questi oggetti, tutti questi giochi, tutti questi programmi, tabelle, misure, controlli, cibi appositi, giochi appositi, abiti appositi, torte apposite non staranno diventando una specie di ostacolo a quella che è l’essenza dell’avere un figlio?

A me certe volte sembra di sì, e il bambino, più che il nostro stesso essere che si riproduce e prende nuova vita,  sembra diventare uno dei tanti gadget super-accessoriati della nostra epoca. Ecco, quando mi accorgo che spesso i bambini sono troppo accessoriati, sento una stonatura, sento un allontanamento eccessivo.

Mi piace ricordarmi ogni tanto che siamo animali, pure noi. E pure i nostri piccoli. Lo so che a qualcuno non piace sentirsi dire che è un animale, che è governato da istinti e da pulsioni che funzionano oggi come funzionavano migliaia di anni fa. Ma lo siamo, solo più raffinati di quelli che vivono allo stato brado. Ma non così tanto diversi.

E dimenticarci chi siamo secondo me, alimenta solo quel senso generale di frustrazione di insoddisfazione che regna un po’ ovunque.

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6 thoughts on “Tu, genitore, non scordare chi sei

  1. […] Tu, genitore, non scordare chi sei. di Delia Enigmamma […]

    1. delia

      Grazie per aver inserito il mio pezzo sulla ormai celebre rassegna di #Adotta1blogger!

  2. Da brava consulente per il web utilizzo strumentacci appositi fin troppo spesso ma da quando sono mamma di una bimba che ha la mia stessa energia ci consumiamo a forza di leggere libretti, colorare e attaccare i nostri disegni sulle porte di casa o preparare bigliettini per i fratelloni e non solo passiamo tantissimo tempo fuori…a me manca sempre l’aria…non ho nulla di apposito, anche se viene regalato…ci piace far da mangiare insieme, preparare la lavatrice e stendere…giochiamo a “mamma casetta” e sfruttiamo gli “appositi” se la stanchezza prende il sopravvento e non c’è voglia di inventare…la penso proprio come te…Emma avrà tutta la vita per avere qualcosa di apposito, per ora noi cerchiamo di tenerlo il più possibile nei cassetti…grazie!

    1. delia

      Esatto…stare fuori, è diventata un’attività da programmare come le altre, invece è quella la nostra vita! Almeno quando il tempo (sia atmosferico che…rubato agli impegni) lo permette, dovremmo considerare sacrilego non uscire appena si può 🙂

  3. Mi hai fatto venire i brividi! E, bada, io non sono affatto “green”. Ma la verità è verità, ed essere genitori è una questione che, proprio come dici, risveglia la nostra natura viscerale (che poi, nel mio caso, era già un po’ vivace di suo…). Non posso non suggerirti questo pezzo che ho scritto, perché è davvero, davvero vicino alle tue parole http://www.pensierirotondi.com/amore-mammifero/
    Grazie per aver riportato l’attenzione su questo aspetto: secondo me ce n’è bisogno, e molto. Mi fa piacere trovare che qualcuna la pensa come me.

    1. delia

      Grazie a te per il commento sentito! Forse sei più green ti quanto tu creda! 😉 😉

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