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Pagine Facebook da seguire: le mie preferite

 

Facebook ha raggiunto la maggior parte della popolazione che utilizza internet: il social è il più diffuso e  utilizzato. Ma come si fa a tutelarsi da immagini tristi, post lamentosi, commenti insinuanti, maleducazione di varia natura…insomma, come si fa a sopravvivere bene dentro i social?

Per gustarsi Facebook, bisogna imparare a personalizzare la piattaforma. Fate un giro sulle voci impostazioni, notifiche, privacy e cercate di scegliere il tipo di notifiche che volete ricevere.

pagine facebook

Se un post, un’immagine o una notizia non vi interessano e non vi piacciono, cliccate sul menu a tendina e scegliete di nascondere quei contenuti, o di non seguire più gli aggiornamenti di quella persona o di quella pagina. Questo tutela voi stessi ma anche i vostri figli che si sa, spesso prendono in mano il cellulare dei genitori e possono trovarsi facilmente a scorrere il vostro profilo.

L’importanza di personalizzare gli strumenti è fondamentale, soprattutto se si hanno dei figli, che presto saranno a loro volta coinvolti nell’uso dei social…dovrà essere uno dei compiti dell’adulto, accompagnare i giovani anche nella gestioen degli strumenti informatici di interazione sociale.

Per il momento, vi lascio una lista di pagine Facebook che seguo sempre…

La mia classifica dell’intrattenimento facebookiano: le 3 pagine che vale la pena seguire

Le fotografie che hanno fatto la storia

Questa pagina pubblica foto belle, storiche, significative, introducendole con informazioni e commenti. Una lettura quotidiana piacevole, che a volte ci permette piccoli ripassi di storia, altre di cinema, arti, spettacolo. Finora, per me, tra le pagine Facebook, il “top”. Toni sempre equilibrati e pubblico abbastanza selezionato.

Foto che soddisferanno il vostro senso dell’ordine

Pagina divertentissima…le fotografie che propone sono foto particolarmente gradevoli per simmetria e ordine: possono essere oggetti, panorami, dettagli, allestimenti o semplici dettagli di elementi naturali. Le foto sono sempre e comunque gradevolissime alla vista, e nei commenti spesso si trovano simpatiche affermazioni da “fissati” dell’ordine. Per me, che sono disordinata cronica…davvero esilerante.

Citazionismo spinto contro il logorìo moderno

Aforismi di vario genere…il termine spinto sta ad indicare che il livello e il tono delle citazioni è un tantino superiore alla media, e cerca di puntare a temi generali e profondi . Con gioia e tripudio frequento questa pagina, che (per ora) scrive semplicemente le citazioni senza piazzarle su immagini nostalgiche, glitterate e fuoritema, come spesso, purtroppo, vedo: donne con le lacrime, gattini, aeoplani, aquiloni, gocce di rugiada…ecco…la citazione è una frase…e questa pagina le fornisce così: ognuno può viaggiare con la propria mente per dare alla frase le immagini mentali che più gradisce.

 

Avete altre pagine imperdibili da suggerire?

Insopportabilmente social

Alcune pratiche social che hanno preso piede negli ultimi tempi, e che trovo insopportabili. Non conta chi le usa, ma il fatto che sia diventato automatico usarle, per tanti;  fenomeni insidiosi e soporiferi: comportamenti a metà tra il copiaincolla e l’effetto domino.

 

Con la saturazione di Facebotrekking-299000_1920ok, e la mia presenza su diversi altri social (più di tutti Twitter), ho avvertito questo fenomeno: spesso chi passa molto tempo online inizia a usare stratagemmi e modi di dire che vede usare in giro, con la speranza (immagino) di raggiungerne lo stesso effetto.

Col fatto di avere  diversi account attivi e desiderare di collegarli, oppure con l’avere un discreto numero di contatti su un social e cercare di usarli per raggiungere i propri  obiettivi – indipendentemente da quanto siano sani o legittimi questi obiettivi – si finisce col comportarsi in maniera poco spontanea e spesso, anche poco originale, in ogni caso davvero ma davvero molto poco interessante. Per il poveretto che ci capita.

I tag infiniti su foto non gradevoli

Parente stretto del metodo porta a porta, ne è il riflesso sui social. Chi posta è stato invitato , suppongo dal suo superiore nella piramide dei venditori, a ripetere la campagna di racimolamento clienti col metodo “tagga il mondo, qualcuno abboccherà”. Ed ecco che ci si trova taggati con altri 90/100/120 utenti su una foto bruttissima, sgranata e addobbata coi glitter, con un vago invito a contattare in privato la persona che risolverà l’arcano problema.

Se dici gentilmente di non essere interessato a questi tag, che a volte si ripetono nel giro di pochi giorni, ti dicono pure: se non sei interessata, togliti il tag. Un po’ come dire, il lavoraccio fallo tu, io sono troppo occupato ad accumulare miliardi col networking piramidale. Un po’ come uno che ti frena col motoscooter davanti, e ti fa: se non vuoi bagnarti, spostati. Stessa sensazione.

Scusa, spostati tu: o meglio, scompari…

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I post di lamentela allusivi e poco chiari

Spesso sono post condivisi semplicemente, non ideati dalla persona che li pubblica sulla propria bacheca.

Sono post che alludono a qualche misterioso comportamento scorretto, maligno, attuato da una persona che si credeva amica e che invece amica non era. Si allude, si allude e mai si conclude…per chi è?

Per tutti? Per una persona in particolare?Se è diretta a una persona particolare, perché rendere pubblico il pensiero, brutto negativo e, talvolta, con un vago sapore di vendetta?

Questa è una piaga tipica di Fb, sugli altri social non c’è molto spazio per la negatività, in quanto vengono usati maggiormente per comunicazioni brevi ed efficaci o per interazioni di tipo lavorativo. Quindi insomma, va bene il dolce far nulla, ma se si pubblica qualcosa, si dovrebbe sempre pensare che c’è qualcuno che intercetterà la faccenda e niente, gli avete rovinato i 5 minuti di relax che si era preso. Grazie, eh.

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fonte: Pinterest, seniorita87

 

La richiesta di aprire un contenuto su un altro social

Se sono su Instagram vuol dire che sto guardando le foto, se sono su Twitter vuol dire che sto cercando di rilassarmi leggendo frasi brevi e concise…

Perché pubblicare su Twitter il link nudo e crudo alla tua foto su Instagram? Cosa intendi fare, cosa pretendi da me, cosa ti è venuto in mente, esattamente, quando hai cercato di rimbalzarmi da un social all’altro senza darmi neanche una buona ragione per farlo? Davvero non capisco. Su ogni social, metti quello che può interessare su quel social, non mettere quello che hai fatto altrove. Già è abbastanza faticoso aprire le pagine dei blog, o almeno per me lo è. Ma almeno dammi un’ introduzione, un’eschetta che mi faccia capire se devo abboccare o no. Altrimenti io dico solo,  “sè vabbè ciao”.

Se lo hai visto fare dai VIP e funziona, non è che funzionerà per tutti…

La richiesta su un social di seguire il proprietario dell’account altrove o su altri blog di proprietà

noia

Questa è proprio la più soporifera di tutte…non appena mostri il minimo interesse verso un account, con un like o un +, ecco che piovono messaggi automatici sapientemente personalizzati in cui sei invitato a seguire anche il profilo Linkedin, Twitter, questo, quell’altro, il blog gemello che parla di cose simili e l’altro suo blog che parla di cose che non c’entrano nulla. Il problema è che non ho mai tempo per gestire le notifiche, quindi il sonno scatta anche perché leggere i messaggi su Twitter è una delle cose che faccio di sera, a tempo perso…e loro ci mettono del loro per farmi decidere di spegnere tutto.

L’uso smodato delle solite 4/5 locuzioni modaiole

Non parlo di Ciaone, Mainagioia, e adesso anche Non ho capito la mail e Andiamo a comandare: quelle, sono citazioni, che diventano tormentoni e sono pure simpatiche.

Mi riferisco proprio a dei modi di esprimersi che letti una volta o due fanno un bell’effetto, poi diventano un copiare raffazzonato. Soprattutto quelli usati nelle descrizioni dei profili. Ora, io non so chi abbia iniziato a usarle e quando, però secondo me è ora di metterle un attimo da parte e rinfrescare il repertorio. Me ne vengono in mente solo alcune, al momento, e per fortuna, aggiungerei!

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adoro!

qui è dove…

…come se piovesse

…come se non ci fosse un domani

…non necessariamente in questo ordine

aiuto le aziende a…

 

 

 

Il plurale in cui  il lettore viene coinvolto senza motivo

Messaggi trionfali, profondi e finemente argomentati, introdotti con un plurale inefficace.

Vi siete lamentati di qualcosa? Avete messo la foto arcobaleno per i diritti degli omosessuali? Avete messo l’immagine Je suis Charlie? Beccatevi il polpettone elaborato e condito sapientemente che scredita la vostra mossa. Sì, l’utente si rivolge a tutto il mondo circostante, come se tutto il mondo circostante abbia partecipato a determinate ed esplicite campagne.

Io non ho aderito a nessuna campagna pubblicamente, quindi perché mi servi lo stesso il polpettone? Si prega di indicare a chi ci si riferisce, a inizio post. Forse uno su quattro sarà il bersaglio del vostro livore, io nel frattempo schiaccio un pisolino così stasera riesco a leggere più messaggini finto-personalizzati su Twitter.

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E tu, cosa trovi “insopportabilmente social”?