Sicurezza, internet e tutele varie

sicurezza internet

Anno 2017…bambini e sicurezza internet: moltissimi genitori sono digitalmente evoluti, ma tanti altri no: come si fa a tutelare il proprio figlio, se non si è capaci di tutelare se stessi?

Sappiamo bene, da giudiziosi genitori, cosa permettere ai nostri figli e cosa no, in base a età, richieste, esigenze, contesto in cui si vive, attitudini e carattere del proprio figlio. Ogni famiglia adotta un proprio stile educativo e lo persegue, magari ogni tanto con qualche dubbio, ma con una forte consapevolezza: sa cosa vuole per i propri figli.

Moltissime delle regole “vigenti” nelle case non sono uguali per tutte le famiglie: c’è chi deve mangiare per forza a tavola, chi non si può alzare da tavola se prima non si finisce tutti insieme, chi deve togliersi le scarpe, chi non può stare scalzo, chi non può avere la tv in camera, chi può vedere max 1 ora di tv al giorno, chi due, chi infinite…Chi deve guadagnarsi la paghetta, chi riceve un regalo a fine scuola, e così via.

Ognuno sceglie in base ai propri gusti, e cerca di trasmettere al figlio quelle che sono le scelte famigliari, motivandole e cercando di far capire ai propri pargoli determinate scelte di famiglia. Viene fatto lo stesso in tema di sicurezza internet?

Qualche mese fa, da un’indagine svolta su 1350 famiglie, è risultato che “Un genitore su tre usa tablet e cellulare per tener buoni i bimbi”.
Questi strumenti hanno un grande potere sui bimbi, li tengono buoni e concentrati, anche i piccoli;
si parla anche di bimbi di età inferiore all’anno: sicurezza internet, età opportuna, eventuali rischi…vengono valutati bene?

I livelli di consapevolezza sono molto variabili e le attitudini in parte contraddittorie: nonostante molti genitori si dichiarino consapevoli di alcuni rischi per la salute psicofisica, almeno una parte ammette di usare le tecnologie per tenere buoni i bambini già a partire dal primo anno di vita e in misura crescente in seguito (si passa dal 30% intorno all’anno per arrivare al 60% circa verso i due anni» (Elena Meli, Corriere delle Sera, Aprile 2017)

In effetti, la diffusione degli smartphone ha avuto un picco a ridosso degli anni 2012/2013:  dal 28% sulla popolazione del 2012 si è passati subito al 41% nel 2013. La penetrazione è rimasta crescente, e i dati del 2016 indicano che più del 60% della popolazione tra 11 e 74 anni ha uno smartphone e lo utiliza per navigare. Ecco i grafici:sicurezza internet

 

 

sicurezza internet

 

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Ma come lo usano i genitori di bimbi molto piccoli?

Come si può leggere in questo articolo di Gennaio 2017, l’impiego dello smartphone come passatempo inizia sempre più presto: ormai, essendo diffuso a tutti i livelli della società, praticamente tutti i bambini che nascono hanno il primo contatto con lo smartphone entro il primo anno di vita.

Smartphone e tablet battono ormai la vecchia tv e spesso gli schermi vengono usati dai genitori per spegnere le bizze

(Repubblica, Gennaio 2017)

Pertanto, ciò che fino a pochissimi anni fa era il passatempo virtuale per bambini di 5,6 anni di età, adesso è diventato uno srumento di distrazione e intrattenimento anche di veri e propri lattanti!

Non è più neanche uno stimolo assimilabile ai vecchi videogiochi, che comunque, se utilizzati con criterio, sono passatempi che possono anche avere risvolti positivi, per la capacità di concentrazione, per la manualità, per la coordinazione tra occhi e mani.

Nè alla televisione, che, per quanto l’abbia fatta da padrona a tavola o in salotto, o in camera da letto, non si portava dietro anche in auto, in gita, al mare, in montagna. Purtroppo lo smartphone è talmente comodo e potente che…arriva a sostituire parole, discorsi, ninne nanne, passeggiate tranquillanti. Il bambino di pochi mesi resta comunque attratto dallo schermo, anche se non ha ancora sviluppato le sue abilità principali, come camminare, mangiare da solo, parlare.

 

E…Watsapp?

I livelli di problematicità degli smartphone sono diversi: dal lattante, al bimbo grandicello che inizia a usare lo schermo e le app pensate per lui, al bimbo scolarizzato che ne fa un uso più consapevole e più assimilabile a quello dei videogame, all’adolescente o preadolescente che usa il web per esplorare il mondo esterno che lo affascina e lo intimorisce allo stesso tempo, per creare la sua rete di coetanei di cui sentirsi parte e da cui sentirsi gratificato in diversi modi.

L’uso delle chat: a volte deleterio per gli adulti (vedi distrazioni alla guida),  complicato per l’età adolescente, inquietante per i minorenni; l’età di utilizzo della chat è sceso anche sotto gli 8 anni, e i bambini di ogni età, che sappiano leggere e scrivere, utilizzano gli smartphone di famiglia e imparano presto a comunicare con foto, emoticons, audio…

Nel peggiore dei casi hanno uno smartphone tutto loro che possono utilizzare liberamente. Siamo sicuri di percepire l’influenza che tutto questo può avere sul futuro dei nostri figli? E la sicurezza, è a un livello accettabile? Percepita realmente?

Watsapp nasce come app vietata ai minori di 16 anni, proprio perché è uno strumento che richiede una certa maturità e destrezza nel discernere. Ma quanti conoscono questa limitazione, e soprattutto, quanti la rispettano?

 L’app più utilizzata al mondo ha una serie di avvertenze inserite nel contratto, vediamo quali.

Intanto appunto l’uso inibito ai minori di 16 anni, un divieto che è regolarmente violato: basti pensare che Mec-Skuola-net ha fatto un sondaggio che dimostra che il 70% dei ragazzi minori di 16 anni utilizza l’app ogni giorno.

Contenuti porno vietati per tutti: i messaggi contenenti contenuto pornografico non sono ammessi, così come non lo sono quelli che contengano messaggi di natura razzista, offensiva, minacciosa, diffamatoria e naturalmente illegale.

Può essere vietata se vai in vacanza: i cittadini che si collegano a internet da Paesi che sono soggetti ad embargo da parte degli USA o sono ritenuti “simpatizzanti dei terroristi” o, ancora, che facciano parte di una delle liste “proibite” dalla Casa Bianca.

fonte: La legge per tutti, Giugno 2016

Il mondo della sicurezza internet è pertanto, sempre più complesso, perchè ogni fascia di età avrebbe un’esigenza diversa rispetto all’uso che ne fa. In rete si trovano diversi decaloghi e consilgi per minori e bambini, consigli su app specifiche, app per neonati. La giungla è molto fitta e districarsi è davvero molto complicato.

Anche affrontare tutto con leggerezza, però, sembra insostenibile. Sono ragazzi, si divertono, non c’è nulla di male in una chat…

Ma è davvero così?

Sicuramente un uso contenuto dello smartphone sfugge di mano anche agli adulti: pertanto, una regolata va data.

Per il momento, cercare di evitare device per bimbi sotto i 5 anni e cercare di evitare di dare uno smartphone con accesso libero alla rete fino agli 11 anni sembrano le raccomandazoni più adeguate da tenere presente. Oltre, ovviamente, a un uso condiviso degli strumenti, che permetta ai minori di comprenderne rischi, limiti e…falsi positivi.

 

 

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