SAM 2015, allattiamo: flesha tu che flesho anch’io

Nel mio percorso di sostenitrice dell’allattamento al seno non poteva mancare la fantastica esperienza di partecipare a un flash mob: a Pescara, in piazza Sacro Cuore, in occasione della SAM, Settimana Mondiale per il sostegno dell’Allattamento Materno.

C’è poco da dire: le immagini parlano da sole, l’affluenza di mamme allattanti è stata contenuta ma sentita, insomma non c’erano 100 persone, come io mi aspetterei per una provincia come Pescara. Ma non fa nulla. Il flash mob è un evento molto concentrato nel tempo, cioè in mezz’ora si arriva, si agisce e si sbaracca. Tante mamme hanno impegni. Spero. Dai sì, io l’anno scorso, per esempio, non c’ero stata per un altro impegno.

 

 

In ogni modo, per me è stato il mio primo flash mob, e mi sono divertita a guardare le facce dei passanti: c’era chi voleva guardare ma faceva finta di non voler guardare, chi si fermava con un sorriso a leggere i cartelloni, chi si fermava a complimentarsi, chi faceva finta di non vedere. Il fenomeno che ho trovato più curioso è stato quello di vedere che la maggior parte dei passanti interessati, fosse maschio. Le donne che si fermavano, solo in coppia; ci sarà un perché? Chissà.

Comunque sia, per chi legge e dovesse essere interessato al discorso : è una cosa fondamentale conoscere l’allattamento e i suoi meccanismi, sia per un avvio meno ansiogeno e nebbioso rispetto allo standard in cui ci si trova in questi anni. Sia per recuperare un po’ di vicinanza con la nostra natura pura e semplice. Può apparire come un accanimento o una forzatura. Allattare anche 18, 22, 24, 28 mesi ma anche 36.

Ma insomma, appare una forzatura solo perché a un certo punto è stato percepito come più semplice smettere di allattare che continuare. (A causa di impegni della madre, lavoro, mancanza di aiuti in casa, diffusione di latti di mucca formulati per bambini ecc ecc..). Anche se tali motivi non sono validi motivi per smettere.

Per me, personalmente, il problema da risolvere con più urgenza è quello del mancato avvio dell’allattamento nei primi 3 mesi di vita del bambino. Che preclude a tantissime donne il piacere e la comodità di allattare e la possibilità di scegliere quanto allattare. E toglie al bambino molto piccolo la possibilità di avere un alimento perfetto per la sua crescita, insieme a un gesto caldo, rassicurante e che aiuta sia madre che bimbo a una evoluzione naturale della loro comunicazione.

Quindi, allattare a lungo è una scelta, ma riservata alle pochissime (potrei dire anche pochissimissime) donne che hanno potuto, per caso o per scelta ponderata, avviare bene l’allattamento senza interferenze, paure e aggiunte date “tanto per stare sicura che si sazi”. Un vero peccato, perché allattare è diventata una questione unicamente di fortuna. Invece, dato che siamo una società civile ed evoluta, e che la fisiologia dell’allattamento è una materia studiata e stra-studiata e accessibile a tutti, dovrebbe essere più facile capire cosa ci succede e perché stiamo incontrando intoppi.

Siamo informatissime su tante piccole cavolate della vita quotidiana, ma non si sa perché, siamo disinformatissime sulla fisiologia dell’allattamento, cioè su come funziona, su come si deve fare per far uscire sto latte nei primi 15 giorni, su come si deve rispondere agli scatti di crescita ecc ecc. Perché il maggior numero di abbandoni si incontra proprio in corrispondenza degli scatti di crescita: 3 giorni, 15 giorni, 40 giorni, 3 mesi, 8 mesi, 1 anno, 1 anno e mezzo..

Questa per me è stata la scoperta più sorprendente. Chiedete a chiunque quand’è che abbia smesso di dare latte materno esclusivo, senza aggiunte (ovviamente non per scelta arbitraria, ma come dire, per ingestibilità della situazione, scarsa crescita, agitazione del bambino…casi in cui la madre avrebbe continuato ma non è riuscita) : la risposta sarà una di quelle sopra. Non si sente mai chi ha smesso a 5 mesi o a 7. E neanche a 11 mesi.

Questi piccoli tasselli (ce ne sono un po’ da conoscere, ma niente di complicato) permettono, a chi lo voglia, di allattare in serenità e senza essere costretta ad ascoltare consigli sballati e fuorvianti da chi, per incoscienza o inesperienza, crede di saperne qualcosa e invece sta parlando a vanvera. Già diffondere il concetto di scatto di crescita, e di necessità di attaccare più spesso il bambino per permettere un aumento della produzione di latte quotidiana, aiuterebbe tantissimo gli avvii.

Facciamo il possibile, facciamo rete, insomma cerchiamo di dare una mano alle future mamme. Io nel mio piccolo ho cercato di farlo, e continuerò: che ci chiamino tettalebane, mamme mucche, fissate del latte , mamme che non vogliono staccarsi dal bimbo, mamme che vogliono vedere il figlio sempre come un neonato…Ascolterò e applicherò il mio caro metodo del sì sì con la testa…

Ma non smetterò, perché ogni bambino si merita il latte che la natura ha pensato per lui, e ogni mamma si merita di allattare il suo bimbo, può essere vista come una opinione, ma per me non lo è: è una voglia di ricordarci chi siamo. Non siamo solo consumatori. Almeno, dobbiamo avere la possibilità di scegliere se allattare o no. Nessuna dovrebbe smettere per mancanza del giusto supporto.

 

Sam2015Pescara

 

Per informazioni valide sull’allattamento potete dare uno sguardo a siti e materiale delle seguenti associazioni: Leche League Italia, Il Melograno, MAMI, Ibclc Italia, Ibfan Italia. A volte purtroppo, il solo supporto pediatrico non è sufficiente – per motivazioni che possono essere le più disparate – a sostenere l’avvio e la prosecuzione dell’allattamento al seno.

Immagini in parte tratte  dal gruppo Facebook del Flash Mob Sam 2015 Pescara, in parte mie personali
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