Figli: e il pezzo di vita senza di loro, dove lo mettiamo?

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Oggi parlerò di uno dei ricordi più cari, più bistrattati e sicuramente più fraintesi e incatalogabili: il ricordo di quando non ero ancora diventata mamma.

Un ricordo sempre estremizzato: ci sono i negazionisti (quando non avevo figli, non esistevo/ero una nullità/non capivo niente), i super- nostalgici (quando non avevo figli non avevo responsabilità e potevo scolarmi i rhum e pera tutto il weekend/non capivo niente/non dovevo preoccuparmi di nulla), i traumatizzati (quando non avevo figli comandavo la mia vita, ora no/ non capivo niente), e gli adultizzati (da quando sono genitore capisco i miei genitori/non capivo niente)

Il fattore comune è sempre: non capivo niente. Comunque si senta questo ricordo, almeno per quello che sento e leggo io, ciò che accomuna tutti è la sensazione di avere ricevuto una grande rivelazione sulla vita, diventando genitori. Sicuramente è verissimo e affascinante, ma:

un ricordo positivo verso noi stessi, perché non riusciamo a visualizzarlo?

Perché dobbiamo per forza sminuire il nostro io precedente?

Io ho dei bellissimi ricordi, prima di avere figli non ero scema, nè irresponsabile, nè superficiale. Mi piaceva la mia vita e capivo molte cose; non so perché, i miei progetti spesso non andavano a buon fine ed ero già abituata a fare i conti con eventi da me non gestibili, ero già disordinata e la mia stanza era un macello lo stesso. Insomma non ero molto diversa da ora. Non ero ingenua e spendacciona e non buttavo i pochi risparmi in rimmel e aperitivi (ogni tanto sì, però non sempre…).

Sapevo che non potevo programmare tutto e non mi capitava mai di criticare altri genitori, anzi piuttosto mi capitava di provare tenerezza, simpatia o pietà per i bambini, quando vedevo come venivano trattati e bistrattati in situazioni particolari, sia in contesti reali che in film, serie ecc ecc.

Ero molto empatica verso l’infanzia, anche se i contatti che avevo con bambini “reali” erano molto pochi, e non ho avuto praticamente mai, da adulta diciamo, il piacere di frequentare amici e parenti con figli piccoli.

Il mondo dei bambini era soltanto tenero e lontano, un mondo in cui forse, un giorno, sarei entrata anch’io, chi lo sa. Non lo conoscevo, non lo vivevo e in realtà, non lo vedevo neanche.

Ero concentrata su tantissime altre cose, mi sentivo pronta a tante altre cose, non avevo in mente nomi, nè stili educativi, nè concetti, nè preconcetti. Semplicemente, per me i bambini erano quello che ero stata io, un bel po’ di anni fa.

 Ero io piccola, io a scuola, io con le mie prime amichette, io coi miei giochi di allora. Il termine infanzia per me indicava solo la mia di infanzia, e forse il vero ricordo prezioso è proprio quello: eravamo bambine anche noi che oggi siamo mamme, e con un pochino di sforzo, riaffiorano tante cose, tante scene, tante paure, tanti vissuti. Cerchiamo di ricordarcelo.

Di solito i ricordi sono nitidi già dall’età dei 3 anni, io ne ho qualcuno anche precedente.

Ero già io, ricordo cosa pensavo, ricordo come mi sentivo, gli imbarazzi, le gioie, i desideri.

Forse il ricordo più bello che ho, è di quando pensavo che mia madre aveva vissuto un pezzo di vita senza di me. E le chiedevo ma com’era quando non c’ero? Non mi conoscevi?

Cercavo di immaginarmi mia madre senza figli, e non ci riuscivo: perché è così: i figli passano tutta la loro vita da piccoli, a stretto contatto coi genitori. I genitori invece, li incontrano quando sono già adulti.

Mi affascinava da figlia, e mi affascina anche da madre.

Mia figlia (e parlo di lei per il momento, perché è più grandina)mi vede, dal giorno che è nata, tutti i giorni, conosce ogni mio movimento, ha passato tutta la sua vita con me. Io no, invece.

Io prima di lei facevo tante tantissime cose che lei non sa, che lei non immagina, che forse conoscerà dai miei racconti, o che io le nasconderò. Mi ricorda me da piccola; e quel pezzo di vita che ho trascorso senza di lei, rimarrà sempre uguale, intatto, e lei non lo vedrà mai.

Non farà parte dei miei ricordi prima di lei. Non è parte di me, da sempre. O forse sì, ma in maniera inconsapevole. Insomma, prima del suo arrivo ero stata solamente una bambina, dopo di lei, ho una storia di bambina e ne ho vista nascere un’altra.

Che, al passare di ogni giorno, mi ha regalato una colla speciale per il puzzle della mia vita. Non sono diversa nè capisco di più.

Sono diversamente riorganizzata.

E quando guardo lei, il ricordo che più mi trafigge il cuore, è quello della mia vita senza di lei, in cui ero la stessa persona, ma con un senso della vita ancora senza colla.

Grazie piccolina, per essere arrivata senza avvisarci, 7 anni fa. Auguri.

 

 

Questo pstormomsost partecipa al progetto #Stormoms sul tema di ottobre: i ricordi, emozionanti, sui nostri figli

 

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8 thoughts on “Figli: e il pezzo di vita senza di loro, dove lo mettiamo?

  1. […] Delia, complimenti per il tuo post apparso su Enigmamma: l’ho scelto personalmente come migliore per il mese a tema […]

  2. mamma avvocato

    Anche io se ripenso alla vita “prima” vedo me bambina e…molto piu’ tempo libero. Null’altro di estremo.
    Bello questo tuo pensiero, grazie di averlo condiviso.

    1. delia

      Grazie a te per essere passata e aver lasciato un commento! A presto mamma avvocato!

  3. […] mi ha portata a vedere un punto di vista nuovo, e per questo mi ha colpita Enigmamma. Con il suo “Figli: e il pezzo di vita senza di loro, dove lo mettiamo?” è la vincitrice del mese di Ottobre. Che cosa si vince? Niente di speciale in realtà, StorMoms […]

    1. delia

      Cara, sono molto onorata della tua scelta. Grazie e …anche se non si vince niente, mi hai dato lo stesso qualcosa di bello! 🙂

  4. io ondeggio tra tutte le categorie (e d’altronde…in quanto “swinging”…!) però senza estremizzare la cosa. Anzi no, su una cosa sono una ricordi-nazi: prima di avere figli non conoscevo minimamente la parola fatica 😀

    1. delia

      Sì diciamo che a volte, di sera, ti senti la definizione vivente di stanchezza: fisica, mentale, emotiva. A me la cosa che sembra più difficile da ricordare è quella di pura e sana e autentica: noia. 🙂

  5. Mi hai emozionata tantissimo. Sinceramente non avevo mai riflettutto su questo aspetto, quindi mi hai dato modo di pensarci. La vita dei nostri figli è da sempre con noi, la nostra no. Wow, bellissimo.
    Grazie per aver scritto questo stupendo post, partecipando all’uragano StorMoms 🙂
    Francesca

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