Pedagogia sperduta e lontana

 

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Spesso mi sono chiesta come mai una materia così importante per la comunità non venga insegnata nelle scuole di ogni ordine e grado.

In particolare, la Pedagogia è una materia che viene insegnata solo in scuole volte a formare formatori (insegnanti per lo più), ed è contornata, per tutto il resto dell’umanità, da un alone di mistero. Credo che se fermassimo gente per strada e chiedessimo : “lei sa cos’è la pedagogia?” risponderebbero in maniera errata, e, comunque, anche nel caso in cui fosse un parola nota e famigliare, sono sicurissima che nessuno mostrerebbe così tanto interesse in approfondirla e cercare di capirne di più.

“Disciplina che studia le teorie, i metodi e i problemi relativi all’educazione  e alla formazione della personalità”

-Garzanti

Come mai sono teorie riservate solo alle maestre di scuola elementare e agli insegnati di materie letterarie? La teoria pedagogica in un certo senso è usata in maniera unidirezionale, è utile al maestro per saper gestire l’educazione dell’allievo, ma c’è una linea così netta tra chi insegna e chi impara? Io la vedo più una disciplina interessante per tutti, perché tutti prima o poi diventiamo maestri o educatori di altre persone.

Ne deduco che sia inserita in determinati programmi liceali e universitari per persone che dovranno affrontare l’educazione di gruppi di persone in età infantile , pre-adolescenziale, o adolescenziale. In modo che abbiano qualche strumento, qualche dritta, qualche punto fermo. Ma perché solo a loro??

E tutti noi altri?

Ci sono persone che frequentano licei scientifici o tecnici, o classici, oppure che non proseguono gli studi dopo l’obbligo scolastico, mi chiedo, tutte queste persone, non si meritano di avere , anche loro, qualche strumento, qualche dritta, qualche punto fermo?

Mi spiace che sia così, io solo quando ho avuto i miei figli ho scoperto questo mondo così vario e interessantissimo; mi sono chiesta, e se si provasse un po’ a diffondere meglio questo tipo di conoscenza? Invece di studiare troppa storia e troppe scienze quando siamo ancora molto giovani…non potremmo essere stimolati a guardare i comportamenti degli altri, degli amici , dei famigliari, sostenuti da qualche solida base teorica?

I luoghi comuni in psicologia e anche in pedagogia sono tantissimi, e secondo me sono troppe anche le pretese educative che si hanno sui genitori. I bambini devono essere educati, i genitori devono inculcare il senso del dovere, del rispetto, i genitori non devono permettere questo e quello, i bambini devono imparare questo e quello, e così via di luoghi comuni fino alla fatidica “una sberla non ha mai fatto male a nessuno”…uhm a me non piace questa ricerca dell’educazione del figlio così alla cieca..

Il genitore è costretto ad arrangiarsi, cercando di ricordare com’è stato educato a sua volta, cercando di fare il meno peggio, cercando di fare il possibile.

A volte cerca pure di rinunciare a cose in cui crede pur di tenere alta la sua dignità di educatore. Ovvio c’è anche chi non se ne occupa, pensando “tanto è carattere”…”tanto ci pensa la maestra a farli filare”…ovvio: c’è anche chi, non sentendosi adeguato, non educa.

Vorrei sapere se per voi è logico tutto questo!Dovrebbe essere un dovere sociale, essere tutti un po’ educatori, sapere almeno cosa significa. Non per forza sapere come si fa o conoscerne i segreti più reconditi. Come si fa con matematica e italiano: alla fine della terza media nessuno è onnisciente in queste due materie, ma una vaga idea, almeno, la popolazione ce l’ha…

4 thoughts on “Pedagogia sperduta e lontana

  1. Sarebbe bello, sì, avere un’infarinatura di pedagogia a scuola invece che lasciare al fai da te per i più volenterosi 🙂
    Perchè ho già fatto il post della scuola dei miei sogni, se no ti citavo!
    Se ti va puoi mettere il link al tuo post nei commenti qui http://www.mammaalcubo.org/se-fossi-ministro-farei-una-scuola-cosi/

    1. delia

      Grazie! Corro da te! 😛

  2. Mena

    L’educazione…che universo!
    Oggi ho sentito alla radio il commento di un professore che diceva che non si possono formare/educare i ragazzi mettendoli sotto giudizio.
    Forse ricette non ci sono, ma parole come accoglienza, amore, comprensione, rispetto… non possono mancare in nessun rapporto educativo.

    1. digìta

      Certo, e soprattutto l’educazione dei bambini dovrebbe rispecchiare quello che idealmente (molto idealmente…) dovrebbe essere la comunicazione tra adulti. Quindi, sia tra adulti che tra adulti e bambini/ragazzi, dovrebbero sempre essere presenti quanto meno l’assenza di giudizio e la convinzione che l’altro abbia sempre qualcosa da offrirci, anche se si tratta di qualcuno in qualche modo “inferiore” a noi, per età, per cultura, per abilità, per posizione lavorativa. Cosa molto semplice da accettare come idea, ma difficile da mettere in pratica nella vita quotidiana. Grazie per il commento!

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