Decorazioni natalizie fai da te: tante idee da realizzare

Freddo, pioggia, gelo…cosa c’è di meglio di fare un buono e sano impasticciamento fai da te coi bambini?

Decorazioni natalizie fai da te: un’altra carrellata di idee trovate qui e là in giro per il web.

 

Per la serie: pigne

Alcuni spunti per realizzare qualcosa di innovativo con le pigne. Io per senso pratico mi limiterei a dare una spruzzata di  glitter…ma devo dire che certi lavoretti vengono proprio bene. I miei preferiti sono gli alberelli in vaso. Vasetti, stelline per le punte, un poco di verde…e l’albero è fatto!

 

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Poi passiamo all’evergreen: la carta!

Che giornata autunnale è, senza forbici, carta e colla? Vediamo come fare stavolta…ma come fanno a trovare sempre così tante nuove idee da fare con la carta? Il bello di questo materiale è che sembra tutto facile, fattibile, vicino. Insomma c’è speranza per tutti anche per le negate. Non potete dire che sia troppo complicato. Forza su, tutti a cercare carta e cartoncino, Natale si avvicina oh! L’albero fatto con cerchi di carta mezzi piegati è il mio preferito. Colori, novità, sfizio e soprattutto..ehm…poca fatica! E anche l’idea del nastro per regali con passanti di carta a forma di albero…davvero veloce e di effetto!

 

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Poi passiamo agli alberi alternativi!

Avevo già fatto un pezzo sugli alberi fai da te, in questo post, visitalo per non perdere l’occasione…ma ogni giorno se ne inventano una! Stavolta mi ha colpito l’albero pon pon. Non sono sicurissima di poterlo fare con facilità, ma l’effetto è speciale. Un albero pelouche. Mica roba da tutti i giorni…

 

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E infine, una graziosa fotografia che mi ha fato venire voglia di apparecchiare la tavola…simpatica, magari per apparecchiare il tavolo dei bambini o solo i loro posti, o con varianti di colori e dettagli per ogni posto. Il sunto qual è? Che basta davvero poco…non bisogna essere esperti per creare qualcosa di grazioso! A volte un semplice segnaposto riesce a dare quel tocco in più…

 

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Come ti sembrano queste decorazioni natalizie fai da te?
Tutte le immagini che trovi nel post sono reperibili sul mio account Pinterest , nell’album Alberi di Natale, con relative fonti e tutorial!

 

 

Addobbi natalizi: 3 idee da realizzare coi piccoli

Addobbi natalizi

Il Natale si sta avvicinando: è ora di cominciare a pensare a come rendere calda e accogliente la propria casa per questo periodo dell’anno così magico. Ecco qui una guida per creare bellissimi addobbi natalizi fai da te con i propri bimbi… e come sempre tutto all’insegna del green e del risparmio.

Segnaposto
Iniziamo subito con dei carinissimi segnaposto che potrete realizzare con pochissimi prodotti. Ti serviranno delle pigne, delle tempere, dei tappi di sughero e della colla. Insieme a tuo figlio puoi fare una bella passeggiata per trovare qualche pigna caduta da poter utilizzare.

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Una volta raccolte le pigne potete iniziare a creare l’addobbo. Con le tempere fai sporcare le manine al bimbo, dopodiché incolla il tappo di sughero alla pigna e il gioco è fatto 🙂 Se vuoi abbellire un po’ di più la pigna di natale ritaglia una piccola stella di carta e incollala alla cima.

Portacandela

Un altro addobbo natalizio che puoi creare sono dei portacandela fatti con la buccia dell’arancia. Anche per questo progetto ti serviranno pochi elementi: un’arancia, una formina di quelle dei biscotti e dei chiodi di garofano per decorare. Prendi un’arancia e tagliala a metà, poi, cerca di togliere la buccia dal resto senza che questa si rompa, in modo da formare due semisfere.

 

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Con l’aiuto del tuo bimbo puoi utilizzare la formina per bucare una delle due semisfere che hai creato precedentemente. Infine, posiziona i chiodi di garofano dove preferisci e inserisci la candelina nell’altra semisfera non bucata. Riunisci le due semisfere ed ecco creato il portacandela natalizio.

Campanella

L’ultima idea che proponiamo è un ottimo esempio su come riciclare creativamente le cialde di caffè, con queste è possibile realizzare delle campanelle da far suonare il giorno di natale a l’ora del pranzo.

 

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Ciò che ti occorre è una cialda finita di caffè, un nastro in tessuto e una perlina del colore che preferisci o un campanellino. Anche questo è un addobbo che puoi realizzare con il tuo bimbo, l’unica cosa che dovrai fare tu è il buco nella capsula che servirà a far passare il nastro. Dopodiché sarà il tuo bimbo a far passare il filo e a legare all’estremità la perlina scelta. E… ta-dan! Campanellina pronta! Se vuoi renderla più natalizia consigliamo di colorarla di rosso o di aggiungere qualche glitter.

 

Se vuoi conoscere tanti altri modi per risparmiare e far felice il tuo bambino visita il nostro blog blog.chebuoni.it , ti aspettiamo!

 

Coding a scuola: innovazione o forzatura?

Coding a scuola, ormai presente ovunque: volantini, iniziative, gare, giornate…
Tempo fa avevo parlato del coding, avendolo sentito nominare in giro come argomento da introdurre nella scuola e anche nella vita dei bambini.
Poi ho scoperto che l’introduzione del coding a scuola fa parte di un progetto molto ampio ed è diventato una specie di slogan della nuova scuola, innovativa e moderna.

Non frequentando la scuola dal lato docente, non ho idea di cosa si tratti effettivamente questa spinta verso attività del genere. Di certo, è un’idea che va al passo coi tempi, ma purtroppo va meno al passo con l’evoluzione tecnologica della gente comune. In questo progetto che io apprezzo molto e di cui condivido lo spirito, ci sono diverse cose che effettivamente fanno riflettere assai…e anche un po’ stranire.

Perchè coding? Perché l’inglesismo?

E qui potrebbe partire una filippica…”perché l’informatica è fatta tutta di termini inglesi, corti, rapidi ed efficaci”

Uhm, sì, in Italia sì. Altrove no. Nel resto dell’Europa si traducono tutti i termini nella lingua nazionale e se ne promuove l’uso. Ma non tocchiamo questo tasto del confrontarci sempre con gli altri se no si viene accusati di esterofilia.

Insomma…perché coding e non programmazione?

In teoria il coding a scuola sarebbe questo, programmare, ed è sempre esistito un termine italiano che esprime benissimo il concetto.

 

Come si fa a insegnare logica, sequenzialità, cicli, prima ancora di aver preso possesso della matematica di base, anche solo delle 4 operazioni? (che prima della terza elementare sono del tutto incomplete)

Come si fa a diffondere la cultura del coding se gli insegnanti di scuola primaria non hanno mai programmato in vita loro?

coding a scuola

Il mio punto di vista non è positivo, e alle volte mi sembra che stiano preparando solamente i nuovi operai informatici, che non devono essere altamente formati, ma solo avere manualità grossolana con gli strumenti digitali. Anche il benvenuto agli smartphone…per me è completamente fuori dai binari dell’educazione, per come la immagino io.
Non serviranno solo operai del codice in futuro:avremo sempre bisogno di persone libere di pensare, creative, riflessive, acculturate, curiose…

 

E come mai il coding a scuola è così capillarmente imposto mentre, per esempio, non c’è la stessa attenzione per formare i ragazzi alle emergenze, alla cultura locale, al lavoro manuale e artistico, alla ricerca delle proprie vocazioni?

Secondo me andrebbero stimolati, della primaria, questi aspetti qui nella vita del bambino; lasciandolo piuttosto libero da imposizioni così “fredde” come quella di capire che un tablet ti permette di programmare a blocchi come un puzzle.
Avevo anche pubblicato un post con un TED sul tema Coding, qui, e mi piace ancora tantissimo…ma all’epoca non avevo ancora visto e toccato con mano questa presenza un po’ “tentacolare” del coding, buttato lì come si butta un forte diserbante su un prato che si vuole ottenere più verde…A discapito della salute del terreno.

 

è bene che i bambini sappiano che dietro un programma informatico ci sia un programmatore

va bene che un bambino osservi e sviluppi capacità logiche e sequenziali tipiche della programmazione informatica, fin dalla primaria,( vedi link del progetto a una pagina del Miur)

ottimo che la scuola sia in qualche modo connessa col mondo esteriore e che  continui ad adattare i programmi al tempo presente e alle esigenze pratiche della vita quotidiana

ma…come dice un detto modaiolo del nostro tempo…

Qualquadra non cosa!

Come educare i bambini alla felicità?

Educare i bambini è il compito più difficile che spetta ai genitori e sono tanti i dubbi che si possono avere durante le varie tappe di crescita dei propri figli. 
Educarli alla felicità e non alla perfezione è la cosa ideale da fare per la loro salute fisica e mentale.
Come fare? Ecco a voi una serie di consigli da mettere in pratica fin da subito che faranno sentire i vostri bambini amati, liberi di conoscere il mondo che li circonda e non giudicati.

 

I rischi della perfezione

I genitori ambiscono ad avere figli che abbiano successo nella vita ma rischiano di esigere da loro la perfezione fin da piccoli. In questo modo si innesca una competizione non sempre benefica fra bambini e chi non riesce a mantenere il passo degli altri inevitabilmente si sentirà escluso e infelice. Un articolo pubblicato dalla rivista Psicoadvisor ha stilato un elenco da tenere in considerazione se invece che alla perfezione, si ambisce alla felicità dei nostri figli.

La perfezione: i 5 svantaggi

1)Troppi impegni privano i bambini dei necessari momenti di gioco e svago. L’infanzia è un momento magico per ogni individuo. È il momento per giocare, divertirsi e immaginare tutto ciò che si desidera. I bambini devono avere tempo in abbondanza per giocare con gli amici, annoiarsi, divertirsi da soli e, perché no, commettere anche qualche errore. Riempirgli la giornata con sport, corsi di ogni tipo e attività obbligate, toglierà loro la possibilità di vivere un’infanzia ricca di ricordi.

2)Togliere il piacere di fare le cose. Se i genitori insistono sull’ottenimento sempre  di ottimi risultato senza premiare mai lo sforzo, i bambini perdono il piacere di fare le cose. Trasmettete piuttosto il messaggio che è importante provarci e che il risultato in fondo non è fondamentale. In questo modo impareranno anche che a scuola è fondamentale imparare e non esclusivamente i voto conseguito.

3)Non istillate la paura di fallire. Fino da piccoli, stimolare i bambini ad avere successo, significa insegnargli la paura di fallire. Il rischio è che da adulti non diventino indipendenti e intraprendenti ma al contrario, sempre timorosi e non sicuri delle proprie potenzialità.

4)La perdita di autostima. Se fin da piccoli i bambini vengono spinti verso il perfezionismo, crescendo inizieranno a temere che non sia mai sufficiente il risultato raggiunto. Con questo pensiero fisso in testa si rischia di porre le basi per avere adulti insicuri e con nessuna autostima.

Le 8 regole per crescere bambini felici

1)Fate sentire il vostro amore incondizionato ai figli. Gli errori li commettiamo tutti e in qualsiasi momento della vita. Fate capire con i gesti e non solo a parole che i vostri bambini li amate incondizionatamente, nonostante ciò che facciano o dicano.

2)Con voi i bambini devono sentirsi al sicuro e protetti.

3)I bambini devono poter perdere tempo giocando serenamente.

4)Fate sentire i bambini speciali e unici, proprio come uniche lo sono tutte le altre persone del mondo.

5)Ogni bambino merita rispetto. Rispettatelo sempre e insegnategli a rispettare il prossimo.

6)Tenete sempre in considerazione che ogni bambino apprende secondo il proprio personale ritmo. Stimolare l’apprendimento va benissimo ma esercitare una pressione eccessiva è solo controproducente.

7)Dedicategli molto tempo. La cosa che più influisce sul carattere dei bambini ma anche sul rendimento scolastico è il tempo che dedicate ai vostri figli. Non è necessario che abbiano molti giochi di ultima generazione o chissà cosa ma piuttosto hanno bisogno di attenzioni.

8)Lasciateli liberi di giocare. Evitate di brontolargli se si sporcano con la terra mentre giocano o cose simili. Hanno bisogno della propria libertà e di conoscere le cose giocando. Se ne parla anche in questo articolo: il miglior gioco!

 

Non pretendere che tuo figlio sia il migliore, pretendi piuttosto che sia felice!

 

 

Sicurezza, internet e tutele varie

sicurezza internet

Anno 2017…bambini e sicurezza internet: moltissimi genitori sono digitalmente evoluti, ma tanti altri no: come si fa a tutelare il proprio figlio, se non si è capaci di tutelare se stessi?

Sappiamo bene, da giudiziosi genitori, cosa permettere ai nostri figli e cosa no, in base a età, richieste, esigenze, contesto in cui si vive, attitudini e carattere del proprio figlio. Ogni famiglia adotta un proprio stile educativo e lo persegue, magari ogni tanto con qualche dubbio, ma con una forte consapevolezza: sa cosa vuole per i propri figli.

Moltissime delle regole “vigenti” nelle case non sono uguali per tutte le famiglie: c’è chi deve mangiare per forza a tavola, chi non si può alzare da tavola se prima non si finisce tutti insieme, chi deve togliersi le scarpe, chi non può stare scalzo, chi non può avere la tv in camera, chi può vedere max 1 ora di tv al giorno, chi due, chi infinite…Chi deve guadagnarsi la paghetta, chi riceve un regalo a fine scuola, e così via.

Ognuno sceglie in base ai propri gusti, e cerca di trasmettere al figlio quelle che sono le scelte famigliari, motivandole e cercando di far capire ai propri pargoli determinate scelte di famiglia. Viene fatto lo stesso in tema di sicurezza internet?

Qualche mese fa, da un’indagine svolta su 1350 famiglie, è risultato che “Un genitore su tre usa tablet e cellulare per tener buoni i bimbi”.
Questi strumenti hanno un grande potere sui bimbi, li tengono buoni e concentrati, anche i piccoli;
si parla anche di bimbi di età inferiore all’anno: sicurezza internet, età opportuna, eventuali rischi…vengono valutati bene?

I livelli di consapevolezza sono molto variabili e le attitudini in parte contraddittorie: nonostante molti genitori si dichiarino consapevoli di alcuni rischi per la salute psicofisica, almeno una parte ammette di usare le tecnologie per tenere buoni i bambini già a partire dal primo anno di vita e in misura crescente in seguito (si passa dal 30% intorno all’anno per arrivare al 60% circa verso i due anni» (Elena Meli, Corriere delle Sera, Aprile 2017)

In effetti, la diffusione degli smartphone ha avuto un picco a ridosso degli anni 2012/2013:  dal 28% sulla popolazione del 2012 si è passati subito al 41% nel 2013. La penetrazione è rimasta crescente, e i dati del 2016 indicano che più del 60% della popolazione tra 11 e 74 anni ha uno smartphone e lo utiliza per navigare. Ecco i grafici:sicurezza internet

 

 

sicurezza internet

 

sicurezza internet

 

Ma come lo usano i genitori di bimbi molto piccoli?

Come si può leggere in questo articolo di Gennaio 2017, l’impiego dello smartphone come passatempo inizia sempre più presto: ormai, essendo diffuso a tutti i livelli della società, praticamente tutti i bambini che nascono hanno il primo contatto con lo smartphone entro il primo anno di vita.

Smartphone e tablet battono ormai la vecchia tv e spesso gli schermi vengono usati dai genitori per spegnere le bizze

(Repubblica, Gennaio 2017)

Pertanto, ciò che fino a pochissimi anni fa era il passatempo virtuale per bambini di 5,6 anni di età, adesso è diventato uno srumento di distrazione e intrattenimento anche di veri e propri lattanti!

Non è più neanche uno stimolo assimilabile ai vecchi videogiochi, che comunque, se utilizzati con criterio, sono passatempi che possono anche avere risvolti positivi, per la capacità di concentrazione, per la manualità, per la coordinazione tra occhi e mani.

Nè alla televisione, che, per quanto l’abbia fatta da padrona a tavola o in salotto, o in camera da letto, non si portava dietro anche in auto, in gita, al mare, in montagna. Purtroppo lo smartphone è talmente comodo e potente che…arriva a sostituire parole, discorsi, ninne nanne, passeggiate tranquillanti. Il bambino di pochi mesi resta comunque attratto dallo schermo, anche se non ha ancora sviluppato le sue abilità principali, come camminare, mangiare da solo, parlare.

 

E…Watsapp?

I livelli di problematicità degli smartphone sono diversi: dal lattante, al bimbo grandicello che inizia a usare lo schermo e le app pensate per lui, al bimbo scolarizzato che ne fa un uso più consapevole e più assimilabile a quello dei videogame, all’adolescente o preadolescente che usa il web per esplorare il mondo esterno che lo affascina e lo intimorisce allo stesso tempo, per creare la sua rete di coetanei di cui sentirsi parte e da cui sentirsi gratificato in diversi modi.

L’uso delle chat: a volte deleterio per gli adulti (vedi distrazioni alla guida),  complicato per l’età adolescente, inquietante per i minorenni; l’età di utilizzo della chat è sceso anche sotto gli 8 anni, e i bambini di ogni età, che sappiano leggere e scrivere, utilizzano gli smartphone di famiglia e imparano presto a comunicare con foto, emoticons, audio…

Nel peggiore dei casi hanno uno smartphone tutto loro che possono utilizzare liberamente. Siamo sicuri di percepire l’influenza che tutto questo può avere sul futuro dei nostri figli? E la sicurezza, è a un livello accettabile? Percepita realmente?

Watsapp nasce come app vietata ai minori di 16 anni, proprio perché è uno strumento che richiede una certa maturità e destrezza nel discernere. Ma quanti conoscono questa limitazione, e soprattutto, quanti la rispettano?

 L’app più utilizzata al mondo ha una serie di avvertenze inserite nel contratto, vediamo quali.

Intanto appunto l’uso inibito ai minori di 16 anni, un divieto che è regolarmente violato: basti pensare che Mec-Skuola-net ha fatto un sondaggio che dimostra che il 70% dei ragazzi minori di 16 anni utilizza l’app ogni giorno.

Contenuti porno vietati per tutti: i messaggi contenenti contenuto pornografico non sono ammessi, così come non lo sono quelli che contengano messaggi di natura razzista, offensiva, minacciosa, diffamatoria e naturalmente illegale.

Può essere vietata se vai in vacanza: i cittadini che si collegano a internet da Paesi che sono soggetti ad embargo da parte degli USA o sono ritenuti “simpatizzanti dei terroristi” o, ancora, che facciano parte di una delle liste “proibite” dalla Casa Bianca.

fonte: La legge per tutti, Giugno 2016

Il mondo della sicurezza internet è pertanto, sempre più complesso, perchè ogni fascia di età avrebbe un’esigenza diversa rispetto all’uso che ne fa. In rete si trovano diversi decaloghi e consilgi per minori e bambini, consigli su app specifiche, app per neonati. La giungla è molto fitta e districarsi è davvero molto complicato.

Anche affrontare tutto con leggerezza, però, sembra insostenibile. Sono ragazzi, si divertono, non c’è nulla di male in una chat…

Ma è davvero così?

Sicuramente un uso contenuto dello smartphone sfugge di mano anche agli adulti: pertanto, una regolata va data.

Per il momento, cercare di evitare device per bimbi sotto i 5 anni e cercare di evitare di dare uno smartphone con accesso libero alla rete fino agli 11 anni sembrano le raccomandazoni più adeguate da tenere presente. Oltre, ovviamente, a un uso condiviso degli strumenti, che permetta ai minori di comprenderne rischi, limiti e…falsi positivi.

 

 

Il dovere dell’adulto

 

scuola sicura

 

Qual è il dovere dell’adulto?

Libri, corsi, blog, vignette, aforismi…

Ma cos’è che un adulto deve assolutamente fare?

Insegnare?

Mostrare il buon esempio? Indicare la giusta strada?

Punire quando è il momento di punire?

Tacere quando è il momento di tacere?

Mostrarsi presenti nei momenti difficili.

Dare speranza.

tutto giusto, ma c’è un ma. Se non siamo pronti ad ascoltare quello che il bambino chiede, se non siamo pronti a dare almeno quello che un bambino merita…

Siamo davvero adulti che stanno facendo il proprio dovere?

Non lo so. I ragazzi ci mostrano la strada, la penso così…sono loro che ci svelano il futuro, che ci insegnano a non rassegnarci, e ad avere sempre pronti un pensiero nuovo, una pretesa nuova, un mondo nuovo.

“Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale e in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità e al libero sviluppo della sua personalità.”

 

Una prova della correttezza del nostro agire educativo è la felicità del bambino.

Maria Montessori

 

Pagine Facebook da seguire: le mie preferite

 

Facebook ha raggiunto la maggior parte della popolazione che utilizza internet: il social è il più diffuso e  utilizzato. Ma come si fa a tutelarsi da immagini tristi, post lamentosi, commenti insinuanti, maleducazione di varia natura…insomma, come si fa a sopravvivere bene dentro i social?

Per gustarsi Facebook, bisogna imparare a personalizzare la piattaforma. Fate un giro sulle voci impostazioni, notifiche, privacy e cercate di scegliere il tipo di notifiche che volete ricevere.

pagine facebook

Se un post, un’immagine o una notizia non vi interessano e non vi piacciono, cliccate sul menu a tendina e scegliete di nascondere quei contenuti, o di non seguire più gli aggiornamenti di quella persona o di quella pagina. Questo tutela voi stessi ma anche i vostri figli che si sa, spesso prendono in mano il cellulare dei genitori e possono trovarsi facilmente a scorrere il vostro profilo.

L’importanza di personalizzare gli strumenti è fondamentale, soprattutto se si hanno dei figli, che presto saranno a loro volta coinvolti nell’uso dei social…dovrà essere uno dei compiti dell’adulto, accompagnare i giovani anche nella gestioen degli strumenti informatici di interazione sociale.

Per il momento, vi lascio una lista di pagine Facebook che seguo sempre…

La mia classifica dell’intrattenimento facebookiano: le 3 pagine che vale la pena seguire

Le fotografie che hanno fatto la storia

Questa pagina pubblica foto belle, storiche, significative, introducendole con informazioni e commenti. Una lettura quotidiana piacevole, che a volte ci permette piccoli ripassi di storia, altre di cinema, arti, spettacolo. Finora, per me, tra le pagine Facebook, il “top”. Toni sempre equilibrati e pubblico abbastanza selezionato.

Foto che soddisferanno il vostro senso dell’ordine

Pagina divertentissima…le fotografie che propone sono foto particolarmente gradevoli per simmetria e ordine: possono essere oggetti, panorami, dettagli, allestimenti o semplici dettagli di elementi naturali. Le foto sono sempre e comunque gradevolissime alla vista, e nei commenti spesso si trovano simpatiche affermazioni da “fissati” dell’ordine. Per me, che sono disordinata cronica…davvero esilerante.

Citazionismo spinto contro il logorìo moderno

Aforismi di vario genere…il termine spinto sta ad indicare che il livello e il tono delle citazioni è un tantino superiore alla media, e cerca di puntare a temi generali e profondi . Con gioia e tripudio frequento questa pagina, che (per ora) scrive semplicemente le citazioni senza piazzarle su immagini nostalgiche, glitterate e fuoritema, come spesso, purtroppo, vedo: donne con le lacrime, gattini, aeoplani, aquiloni, gocce di rugiada…ecco…la citazione è una frase…e questa pagina le fornisce così: ognuno può viaggiare con la propria mente per dare alla frase le immagini mentali che più gradisce.

 

Avete altre pagine imperdibili da suggerire?

Io non voglio fare pena

Sono abruzzese, e non voglio fare pena.

Mi rincuora la solidarietà ma non voglio fare pena a nessuno.

Per diverso tempo, negli ultimi mesi, mi è capitato -quotidianamente- di chiedermi:

Sono stupida?

Sono immatura?

Sono ancora intrappolata in quella specie di sogno utopico-romantico della tarda adolescenza che ci fa credere a tutti, chi più chi meno, che può esistere un mondo migliore?

Sono rimasta troppo inchiodata alle favole musicali di Imagine e de La canzone popolare?

Diversi giorni mi sono risposta anche di sì. Ci sono i mutui, le bollette, i figli da crescere, l’auto da riparare e non si può sempre pensare a queste cavolo di teorie e alle cover della canzone popolare. Non si può sognare. Non si può pretendere di essere ascoltati e non si può neanche lamentarsi sempre per quello che non va. Non è che i diritti siano per forza dei diritti da riscuotere. Intanto sono scritti sulla carta e già ti devi accontentare.

Non è che siccome hai visto una città dove tutto funziona, allora puoi paragonarla alla tua. Non puoi fare la snob. Non puoi pensare che il mondo vada come pensi tu. Non puoi credere che riesci a fare una protesta fatta perbene tu e i tuoi 4 gatti di amici che ti fanno compagnia. Non puoi e non devi. Piuttosto vai a lavoro, paga, spendi e ricordati di andare a votare contro le trivelle e al referendum di Renzi, perché se sei una cittadina col senso civico non puoi non andare a votare.

Devi capire tutto quello che c’è dietro e dire la tua.

Ma non ti mettere a cercare di capire perché non hai garantiti i tuoi diritti di base. Quella è solo teoria.

Ricordati di indignarti perché Charlie Hebdo fa una vignetta orribile e ricordati che quando c’è al potere il tuo partito, o il tuo preferito, o il tuo amico, devi dire o fare qualcosa per la causa e prendere una posizione. Chiara. Cerca pure di spingere per la tua scelta politica, cioè cerca di infangare perbenino quelli “dell’altra parte”.

Insulta Salvini coi MoonBoot.

Ok me lo ricorderò, non so se lo farò. Però ho capito che si dovrebbe fare così.

Per me però è più importante fare altro. Non mi interessa chi c’è al potere in questo momento, se scopro che vengono fatte cose alla buona. Non mi interessa chi ho votato se vedo qualcosa che va storto. Me ne frego altamente se un grillino viene indagato appena di insedia o se una grande compagnia petrolifera trivellerà per 25 anni, per 30 o per 35. Per me prima verrebbero i diritti di base.

abruzzo

Per primo, quello di avere una scuola a norma, antisismica, nel 2017.

Non ce l’abbiamo. Ma come non ce l’hanno i miei figli, non ce l’hanno manco i miei conterranei, nè metà dell’Italia centrale, e forse anche di più. Questa immagine qui sopra che dice “Non posso credere che sto protestando per questa merda nel 2016″, me la sono guardata spesso, nei mesi scorsi, in pratica dopo ogni scossa di terremoto. Quindi molto spesso.

La guardavo e mi chiedevo, ma sono io che sono stupida a voler protestare per questa merda?

terremoto abruzzo

Terremoti e scuole – Italia

Magari quelle donne della foto protestano perché hanno fame, perché non hanno assistenza medica, perché vivono male. Io invece vivo bene. Ho una casa calda e i soldi per comprare i beni di base. Cosa avranno da protestare? Chi è che riesce davvero a protestare?

Poi c’è quest’altra foto, che pure ho osservato con un misto di trasporto, emozione, e con quelle canzoni che ho detto sopra che rimbombavano dentro la testa. Le donne polacche contro il divieto di abortire. Loro ce l’hanno fatta.

abruzzo

Sono tante, in una piazza, fanno rumore, ce l’hanno fatta. Perché quello che si vuole fare quando si protesta (senza la bandierina politica a corredo) è fare luce…dove non c’è. La bandierina la puoi pure mettere…ma significa che non protesteresti contro la tua bandiera, se vedessi un’ingiustizia.

Quindi non ti credi vittima di un’ingiustizia, stai solo facendo campagna per altri. Io parlo proprio di protestare veramente, opporsi a qualcosa che non va bene, non di tifo politico o di simpatie e antipatie.

A volte ho pensato di avere una fissazione, a volte ho pensato di essere paranoica o di soffrire di manie di protagonismo. Insomma le ho pensate tutte. Ho cercato di comprendere il senso dell’eccesso di aiuti arrivati dopo il terremoto di Amatrice, perché così tanti aiuti da non sapere dove metterli? Cosa smuove il terremoto nelle coscienze degli altri? Perché per stare bene nel nostro territorio ci vogliono gli aiuti? Perché ci sono persone che devono restare senza nulla e devono essercene altre che le riempiono di beni, come a volerle abbracciare, e a voler dividere quel che si ha? Che lo sappiamo tutti, quello che abbiamo è sempre un pochino di più di quello che davvero ci serve.

Forse è proprio questo stare bene che ci frena? Ci frena dall’aprire gli occhi, dal bussare a tutte le porte, dal protestare a oltranza? Anche quando ci negano un diritto di importanza apparentemente secondaria, come quello di avere una scuola che soddisfi appieno certi requisiti?

Non so cosa ci frena. Cosa mi frena. Mi frena tutto. Tutto tende a restare com’è. Chi viene colpito da una disgrazia, se l’è cercata oppure non poteva fare nulla.

La scossa è stata anomala.

La neve è stata eccezionale.

Non si può prevedere niente.

Non ci sono fondi.

L’amministrazione precedente bla bla bla.

L’attuale amministrazione bla bla bla.

Vi siete fissati con questa cosa della sicurezza, ma l’ingegnere assicura che è sicuro.

Si fa il possibile.

Non disturbare la gente che lavora.

La legge non permette altro.

Non esagerare.

No io non voglio esagerare. Non è un hobby. Non è un vizietto. Non sto lasciandomi andare. Sono presente, molto lucida.

Sono al massimo del mio senso civico in questo periodo, come credo tutti gli Abruzzesi e molti centro-italiani, e anche italiani che stanno altrove, soprattutto ex-terremotati o ex-inondati o ex-slavinati e quant’altro…

Dove si sbaglia, in tempo di pace? Perché l’ardore che si mostra in questi giorni, non c’è in tempi di calma apparente ? Abbiamo paura di rompere l’idillio di vivere in una società evoluta e che ci tutela? Non vogliamo pensare al peggio proprio quando sembra che finalmente tutto sia a posto?

Ci basta o ci facciamo bastare che finalmente ci sia il nostro partito o personaggio preferito al comando – e ci sembra che stia male metterci a fare protesta proprio in questo momento apparentemente “giusto”?

Le risposte non le ho, ma io come abruzzese non credo di aver molto bisogno di aiuti post terremoto e di compassione quando nevica. Io credo che la cosa a cui aspira ogni abruzzese con un po’ di buon senso sia quella di poter arrivare a superare quell’abisso che c’è – perché c’è – nel modo di porsi rispetto ai diritti fondamentali conquistati negli anni.

La tendenza a rimandare, a nascondere un po’ il malessere sotto il tappeto, a tapparsi gli occhi nel vedere il malvedere…O il tirare a campare, il ritenersi troppo fortunati per doversi ritrovare senza nulla, la convinzione che “siccome siamo brava gente” non ci capiterà mai niente di brutto, o che al massimo se capita qualcosa “era destino”…

Per me sono retaggi dell’arretratezza civile del popolo: di cui faccio parte, e di cui tante volte ho sentito sulla mia pelle i limiti e la mentalità ancora troppo chiusa rispetto a un vero reale e moderno “diritto al benessere”.

Io non voglio essere ascoltata quando sono incastrata nella neve a chiedere aiuto…voglio essere ascoltata quando dico che è inutile di fare finta di nulla, se ti accorgi che certi meccanismi sono rimasti fermi a livello di società sottosviluppate.

 

e prendiamola fra le braccia questa vita danzante
questi pezzi di amore caro, quest’esistenza tremante
che sono io e che sei anche tu, che sono io e che sei anche tu
alzati che sta passando la canzone popolare
alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c’è qualcosa da dire ancora, ce lo dirà
se c’è qualcosa da capire ancora, ce lo dirà
se c’è qualcosa da chiarire ancora, ce lo dirà
se c’è qualcosa da cantare ancora, ce lo dirà

Raccolta di idee per un albero di Natale originale, rigorosamente senza pino

Natale originale…

Non ho nulla contro i pini, ma…un albero di Natale originale, ogni tanto, va fatto.

Che sia a casa, in un negozio o a scuola, o nel proprio ufficio, ecco diverse idee per un albero di Natale concettuale, che di quello classico ha poco o nulla!

Ma come si realizza un albero di natale originale…? Si va da alberi più ricchi ed estrosi, a quelli più impegnativi tecnicamente a quelli del tutto minimali o adatti a bambini anche molto piccoli.

In base alle capacità artistiche e tecniche, insomma, sicuramente troverete un’idea fattibile per voi.

 

Se si hanno bambini piccoli, l’albero classico può essere complicato da mantenere intatto: palline, cordicelle, attraggono spesso i piccoli che tirano toccano e possono anche combinare guai. Si sono viste tante foto di alberi addobbati solo nella metà superiore; di certo, la tradizione va mantenuta ma una volta si può provare a realizzare qualcosa di originale insieme al bimbo e che poi col bimbo possa tranquillamente convivere.

Con cartoncini e ritagli, si possono creare sagome, anelli, da assemblare o dipingere. O un cono rivestito di stoffa, può diventare un gioco di stacca e attacca di ritagli natalizi. Non sembrano così complicati da realizzare:

 

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Se invece si vuole semplicemente addobbare in maniera insolita, si possono prendere queste idee “da muro”: che siano palline, ciondolini vari, con o senza cornice, nelle immagini di seguito si vedono degli addobbi davvero di effetto e adattabili più o meno a qualsiasi ambiente…anche qui, una volta trovato il materiale non appare eccessivamente tecnica la realizzazione del vostro albero di Natale originale:

 

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Andando più sul pesante, sia come struttura in sé, sia come impegno diciamo di forze necessarie per le creazioni, c’è il legno: che siano bancali industriali o semplici tavole, con gli attrezzi giusti e pochissimo materiale per l’addobbo, si ottengono effetti forti, sicuramente adatti ad ambienti tipo baite o taverne. Il migliore per me è quello alla fine, che integra albero e presepe, una genialata:

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Se si hanno doti manuali e artistiche più consistenti, si può provare a utilizzare materiali estrosi come il tulle, bianco o colorato oppure pezzi da assemblare come nell’esempio dell’uncinetto: il risultato è sicuramente più chic, ma la lavorazione è più complessa e sicuramente richiede di seguire un tutorial, per chi fosse incuriosito. L’albero a cerchi sospesi, con luce centrale, sicuramente è uno dei più raffinati della raccolta. Raccomandato, però, a chi sa avviarsi con largo anticipo:

 

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Qui di seguito, invece ho raccolto le idee più eleganti per l’albero di Natale: cioè quelle che possono stare in ambienti raffinatissimi o in cui colori sgargianti o volumi grossolani potrebbero stonare. Insomma per gli amanti del minimal: ci si può arrabattare anche in quel  caso. Scelti con cura i materiali, la realizzazione di uno di questi  alberi chic non dovrebbe richiedere l’intervento di un interior specialist. Potrebbe bastare un buon fornitore dei supporti necessari, e via.

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Infine, l’ultima carrellata è la mia preferita…la vorrei definire, la sezione dei “non c’ho voglia”, di cui molto spesso mi sento parte. Mi piacerebbe creare e spaziare con la fantasia, ma mi capita spesso di perdere la pazienza o di lasciare i lavori a metà per mancanza del giusto tempo e della giusta dedizione.

Per chi ha comunque voglia di creare qualcosa da sé, ma magari non è nato esattamente per il bricolage…ecco alcune idee che possono sembrare banali ma che con l’opportuno accostamento di colori e situazioni, secondo me, potrebbero fare la loro comparsata con dignità.

Ecco esempi di albero di natale originale per chi al massimo vuole spenderci un’oretta e poco più!

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Puoi leggere una raccolta analoga di idee per il presepe:anche in quel caso, le idee originali per addobbare sono su diversi livelli…
E in più, un post fatto per decorazioni varie lo trovi qui!

 

Tutte le immagini che trovate nel post sono reperibili sul mio account Pinterest , nell’album Alberi di Natale, con relative fonti e tutorial!

 

Bambini e Natale: presepe fai da te, molto fai da te

Arriva l’ atmosfera unica dicembrina:  bambini e Natale significa albero e presepe!

Ecco qui qualche spunto per un presepe facile da realizzare e soprattutto adatto anche a chi non è un grande appassionato del fai da te.

Ho preso idee per il presepe a prova di principianti…ognuno può trovare l’idea adatta alla propria abilità manuale e a quella dei propri bimbi.

 

Presepe realizzato con cartoncino:

Il cartoncino è uno dei materiali più semplici da utilizzare anche coi più piccoli. L’idea col cartoncino delle uova è davvero graziosa, ma anche realizzare statuine semplici e incollarle su una cassettina di legno non è così complicata e neanche ingombrante. Se vi occorre un tutorial iscrivetevi su qualche social di immagini come Pinterest: la scelta è davvero enorme!

, av trä m.m. Josef och Maria är 9 cm höga. Satsen innehåller kulor av trä, hobbyfärg (brun, mellanbrun, mörkblå), filt, tandpetare, glitter, piprensare, garn, hö, röd penna, pensel. lim och vägledning. Komplettera själv med en liten äggkartong.

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Presepe realizzato con sassi:

Questi sono i miei preferiti: il sacchetto che raccoglie i sassi coi vari personaggi è uno dei più semplici da realizzare anche se non si è molto esperti di pittura. Per chi invece si sente più artista, il sasso decorato sicuramente in casa farà il suo effetto originale…attenzione ai bimbi piccoli però!

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Presepe “al barattolo”:

Altra idea che mi affascina: niente oggettini sparsi qui e là, ma un barattolo che racchiude il senso del presepe. Ottima idea anche per chi ha poco spazio o pochissime superfici di appoggio libere!

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Presepe profilato:

Per chi ama il minimalismo: niente raccolta di materiali vari, assemblamento, posizionamenti strategici…Per avere un bel presepe può bastare anche un semplice materiale rigido profilato o intagliato con forme stilizzate; e perché no anche dipinto, magari con degli stencil che immagino siano facilmente acquistabili in giro.

E neanche i più pigri e maldestri avranno scuse…

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Presepe cucito:

chi ha una maggiore manualità col cucito, può realizzare presepi o decorazioni molto più elaborati e personalizzabili; ho comunque scelto alcuni esempi di presepi che siano comunque minimali e raccolti. Appendere i personaggi a un filino sul muro, o realizzare il libricino/capanna che contiene i vari pezzi…davvero fattibile in poco tempo e facili da mettere via dopo le feste.

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Presepe con vari oggetti di recupero:

Qui ci sono invece immagini di veri e propri presepi di recupero: oggettistica varia che, con qualche pezzetto di stiffa, un po’ di colla e vernice…diventano splendidi esempi di presepi sostenibili! Molte volte sono proprio gli oggetti che abbiamo tra le mani tutti i giorni, quelli che possono diventare davvero i migliori “lavoretti”. Sono idee ottime anche da far fare a scuola!

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Presepi vari e idee aggiunte per il Natale 2019 (teniamoci aggiornati!):

Qui di seguito riporto alcuni presepi di vario genere, realizzati con carta o cartoncino semplice, carta piegata, filo esteso, filo in rocchetti, filo di ferro…insomma ci vuole davvero pochissimo materiale, facilissimo da reperire, per creare un presepe estroso. Mi piace in particolare quello coi rocchetti di filo e i bottoni!

 

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Qui trovi anche una raccolta analoga di idee per creare un albero di Natale originale: le idee spaziano tra diversi tipi di materiali, rigorosamente senza albero.

Qui, invece, una raccolta di spunti per decorazioni fai da te, con pigne, carta, materiali di vario genere, sempre all’insegna del fai da te…come dire…facile!

Tutte le immagini che trovate nel post sono reperibili sul mio account Pinterest , nell’album presepi, con relative fonti e tutorial!

Clicca e fai girare!

 

Il terremoto degli altri

Ho sempre vissuto il terremoto degli altri.

Per tutta la mia infanzia e adolescenza non ci sono stati grandi terremoti, ho un ricordo vago di quello del 1984. Alle elementari ci fu una giornata formativa con una prova di evacuazione, che non andò bene ma non importa.

Fino al terremoto umbro del 97 non conoscevo il terremoto. Non conoscevo nulla se non le essenziali indicazioni in caso di emergenza e non pensavo che ci fossero dei sistemi per affrontarlo.

In quel periodo per la prima volta ho conosciuto la durezza di questo evento.

Nel 2001 sono andata a studiare a Perugia, il ricordo era ancora vivissimo nelle facce di tutti. I viaggi in autobus nelle vie scomode della Valnerina mi mettevano sempre un magone indefinibile. Guardavo quelle casette sparute e non riuscivo neanche a pensare come si vivesse lì, tra un cartello “forno” e uno “scuola” attaccati alle casupole.

Mi chiedevo come potesse essere sentire un forte terremoto. A qualcuno ho anche ingenuamente chiesto “com’è stato”, e la risposta Continua la lettura di Il terremoto degli altri

L’ allattamento aiuta a combattere il tumore al seno?

 

L’allattamento al seno va promosso per diversi motivi: il principale, è quello della salute del bambino. Ma anche della mamma. C’è relazione tra l’aumento di tumori al seno e la pratica quasi dismessa di allattare per periodi lunghi?

 

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Faccio parte della minuscola minoranza di mamme che ha allattato un figlio per più di due anni. Non è stato facilissimo nè avviare l’allattamento nè portarlo avanti, e alle volte ho pensato che forse, avessi avuto meno motivazioni, avrei mollato prima.

Per allattare al seno, però, intendo allattare veramente, cioè dare il seno al proprio figlio come unica fonte di latte. Parlo di allattamento esclusivo fino ai 6 mesi, e poi di continuare a dare latte a richiesta, cioè ogni volta che il bambino cerca, senza tabelle , e senza fretta di tramutare il pasto latteo in pasto fatto di altri cibi. (Vedi qui).

Vero, il luogo comune ha il suo fondo di verità: il bimbo spesso si attacca “troppo” al seno, lo cerca troppo spesso e lo usa come ciuccio, cioè per rilassarsi, per consolazione ecc…

Premesso che è il ciuccio l’invenzione umana, e che è il ciuccio che abbiamo sostituito alla tetta – alle volte qualcuno se lo scorda- comunque è vero, non ci sono più le condizioni per allattare come si allattava una volta.

Diventa ingestibile ed eccessivamente stancante per la mamma. Ci sono dei momenti in cui ovviamente il bimbo va anche indirizzato, insomma compiuto l’anno è ovvio che la madre , sia quella di oggi che quella dei secoli scorsi, ha anche altri impegni, magari altri figli,  e non può continuare a vivere in estrema simbiosi col figlio . Ma sarebbe auspicabile che ogni madre cercasse di farlo al suo meglio e il più a lungo possibile.

Le motivazioni che mi hanno spinto ad allattare fino a due anni e mezzo del mio bimbo sono state varie, ma la più forte è stata la vaga possibilità che questo mi aiutasse a combattere il tumore al seno, che in famiglia è stato molto presente e in un caso anche letale.

Quando qualcuno sminuisce il sostegno all’allattamento e la sua promozione, o trova insolito un allattamento che oggi si chiama “prolungato”, io in parte gioisco, perché so che quella persona probabilmente non ha avuto donne in famiglia col tumore al seno.

In parte mi intristisco, perché l’atto più bello e naturale che una donna possa fare con le sue tette, è stato relegato ai pochi giorni dopo il parto, per poi tornare all’unica importanza che si dà alla tetta nel suo magico potere di attrarre l’occhio maschile. Utile e bella anche quella, ma riduttiva.

La diffusione del tumore al seno sta diventando impressionante, colpisce tantissime donne anche giovani. Per fortuna la prevenzione sta diventando sempre più efficace, così come anche la cura.

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In quest’ottimo articolo di Genitorichannel trovate riferimenti precisi agli studi condotti negli ultimi anni. Sembra che il beneficio di un allattamento prolungato sia maggiore per le donne con un’accentuata familiarità col problema. Sembra, magari non è.

Si è ancora lontani dal capire le ragioni effettive che stanno portando a un aumento così vorticoso dei casi di tumore – e chi ha avuto il triste evento tra i suoi cari lo sa: ogni strada , anche se appare bislacca o complicata da seguire, va imboccata, a costo di apparire irrazionali o estremisti o fuori tempo.

Buona settimana dell’allattamento a tutte le donne, e buon ottobre rosa, mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno.

 

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Dubbi e rebus genitoriali