nobodyshame – Nessuna vergogna del proprio corpo

Su Twitter, in cerca di “controargomenti” da trattare sul mio blog  -in questo periodo di prova costume-mania- , mi sono imbattuta nell’hashtag  nobodyshame.

Un hashtag che si porta dietro questa nuovissima e innovativa corrente di pensiero che invita tutti, e in particolare le donne, a non vergognarsi del proprio corpo.

Il motivo per  cui ogni donna debba per forza sentirsi esteticamente sbagliata è complicato da definire;

il problema più generale è che spesso si associa l’idea di un corpo magro e tonico, a una persona riuscita, soddisfatta, con una buona forza di volontà.

 

Si associa cioè, la forma del corpo, a qualità positive; mentre a corpi in sovrappeso si associano (molto frettolosamente e senza alcun fondamento) qualità negative, come il non sapersi gestire, il non saper resistere alle tentazioni, la pigrizia o l’accidia, la mancanza di gusto estetico. E anche cose peggiori.

Molto, molto, molto spesso, ho visto donne parlare della taglia 44 come una taglia “fuori misura”, e dalla 44 inizia a delinearsi il profilo di una donna che deve sicuramente e senza fiatare, vergognarsi un po’ di ciò che è. Deve quasi scusarsi delle sue forme, e correre ai ripari per trasformarsi il prima possibile in qualcosa di diverso, con un certo senso di urgenza.

 

Cosa c’è di fondato nelle qualità positive associate a corpi in peso forma?

Per me, molto poco. Spesso (non sempre ok, ma spesso) le doti fisiche sono innate. Spesso chi ha molta cura del proprio fisico ha già un fisico ben strutturato oppure lo ha avuto da giovanissimo. Indipendentemente dal motivo per cui una certa persona abbia un buon tono muscolare e un buon rapporto massa magra vs massa grassa, che sia dovuto a ore e ore di allenamenti, a una cura estrema della propria alimentazione, o a un buon corredo genetico – o a tutte e tre insieme-,

quella persona ha semplicemente una dote, ha una caratteristica, che probabilmente garantisce un buono stato di salute generale.

Nessuno ci dice niente su cosa fa o non fa la persona in esame: se ha uno dei sei vizi capitali esistenti oltre quello della gola, se si dopa, se è affidabile, se ha buona volontà. Se è simpatica o meno, o se è capace di portare a termine un obiettivo. Non lo sappiamo, ma tendiamo a credere che avrà sicuramente qualcosa di positivo, dentro di sè.

Diverso è il caso degli atleti: in quel caso, la cura e l’allenamento del proprio corpo sono parte della loro vita, del loro lavoro, della loro quotidianità. E il corpo lo dimostra, indubbiamente. Ma sono appunto, persone che investono il loro tempo, molto del loro tempo, alla cura del proprio fisico.

La grande verità, è che avere il giusto peso, assicura un certo stato di salute, il buon funzionamento del metabolismo, articolazioni non sovraccaricate, agilità, prestanza,  quindi  sicuramente uno stato a cui dovremmo aspirare un po’ tutti. Ma è un discorso di salute, e non di altri aspetti. Non si può pensare che chi sia in sovrappeso sia sbagliato. Probabilmente è meno in salute di un’altra persona, e non mi sembra che ci si preoccupi così tanto della salute in generale, se non quando è strettamente associata all’aspetto fisico.

 

Cosa c’è di fondato nelle qualità negative associate a corpi in sovrappeso?

Per me, nessuna. Ma non è stato sempre così. Anch’io pensavo che il sovrappeso fosse una stonatura, una specie di “errore”da correggere, proprio visivamente.

E per molte persone è uno stato di “gaffe” continua, diciamo quasi umiliante. Nell’immaginario collettivo il cicciotto passa le sue giornate a sbafare cibo grasso, unto, bevande gasate e zuccherate, passa dal divano all’auto e non si muove. Non importa se lavora, se ha successo, se è comunque in buona salute, se fa comunque la sua discreta attività fisica. O se mangia sano. Non importa nulla, perché il suo corpo parla chiaro, e chi non ha mai approfondito la cosa, associa l’eccesso di peso a un qualche eccesso che la persona non sa gestire o controllare. Sicuramente, porterà qualcosa di negativo, dentro di sè.

E invece, molto spesso, semplicemente non è vero. Probabilmente la persona in sovrappeso ama la buona cucina, o ripone nel cibo un significato particolare, potrebbe usarlo come consolazione o averne fatto un vero e proprio vizio.

Riporre in qualcosa un significato particolare, usarlo come consolazione o farne un vero e proprio vizio, lo fanno un po’ tutti, solo che chi non lo fa col cibo, non ha effetti visibili all’esterno.

Questo brevissimo stralcio di Kung fu Panda è divertentissimo…e tutto il film rispecchia molto questo modo di giudicare troppo in fretta chi non appare così tanto in forma.

 

 

E così, ho visto in giro alcuni video e alcuni slogan, e ho deciso di raccogliere un po’ di materiale e di scrivere qualche pezzo in difesa di chi ha addosso dei chili in più ma si è stufato di doversene vergognare. A volte ci propinano modelle cosiddette curvy, che poi in realtà sono donne in formissima e proporzionate, solo con curve un po’ più accentuate. Lo slogan #nobodyshame invece si rivolge proprio a tutti, cicciottelli, superobesi, ma anche solo chi ha una forma troppo a pera, le caviglie troppo spesse, la ciambella alla vita o le gambe storte e il collo corto. Basta! Diffondiamo questo nobodyshame. Che spesso è anche un discorso frainteso, come è accaduto in questo caso.

Tema del prossimo pezzo: la difficoltà di vestirsi oltre la 46 e oltre la 4° di reggiseno. A presto.

 

nobodyshame

 

 

 

 

 

 

 

 

 

immagine donne: www.wdonna.it

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