nobodyshame – vestirsi nella giungla dopo la 46

 

La donna dalla 46 in su.

Non solo ha i chili in più da togliere/nascondere/mimetizzare/dissimulare, e non solo deve sentirsi per forza fuori volume massimo; una delle cose che deve affrontare quotidianamente è…

la mancanza di taglie nei negozi!

O meglio: la mancanza totale di scelta quando deve vestirsi. E voi mi direte: ma prova a dimagrire, piuttosto! E io vi rispondo: ma nel frattempo cosa mi metto?? Dovrò pur deambulare.

Vediamo meglio la questione: cos’è che manca?

Negozi con taglie oltre la 46 esistono e negli ultimi anni sono più forniti e hanno linee più decenti e graziose rispetto agli anni passati. Spesso, chi ha qualche chiletto in più o un fisico un po’ sproporzionato, trova qui e là consigli sul tipo e taglio di vestiti da indossare, per armonizzare la figura e sentirsi più a proprio agio. Il problema qual è?

 

 

curvy

 

 

Che già dalla 46, la varietà dell’offerta tende subito allo zero. Già la 46 è una taglia per cui trovi molto spesso solo colori scuri, poche fantasie, pochi capi, poca varietà. Figuriamoci 48 o 50.

Che dopotutto, non corrispondono a casi estremi di donne extra-obese che hanno un problema serio.

Magari una donna ha un bel seno prosperoso, o è molto alta, o una coscia particolarmente cicciotta. E arrivare alla 48 non è così fuori dal mondo. Non devi pesare 150 kg, insomma, c’è una bella fetta di mercato di gente in salute che comprerebbe la 46, la 48, la 50. Ma allora perché nei negozi non ci sono?

Credo per questioni statistiche. La donna italiana media è alta circa 165, ha in media una 2/3 di seno e ingrassa omogeneamente su tutte le parti del corpo. Le forniture di taglie ruotano intorno a questi dati. Più ci si allontana da queste taglie, meno si ha la certezza di vendere ( che poi le 46 finiscono sempre ovunque e immediatamente…).

Chiunque non rientri negli standard, deve girare, girare, girare, e sperare che l’unica maglietta che le sta bene non abbia una tigre glitterata o una scritta I’m sexy con la stampa di un paio di occhiali da sole.

Quindi i consigli su come camuffare, su che tipo di abito o scollatura scegliere, su come abbinare i pezzi…valgono solo per le donne magre o mini, che possono trovare qualsiasi capo desiderano.

Le altre, con la commessa sfiancata di fatica nel trovare tra magazzini  vari, una taglia giusta e calzabile, devono accontentarsi dei pinocchietti beige o della camicia color rame.

Poi non chiedetevi perché non sono mai vestite carine. I vestiti carini da comprare noi non li troviamo. Soprattutto non ovunque nè a poco prezzo.

E non parliamo dei costumi da bagno o dell’intimo.

Se però decidi di spendere tutti i tuoi averi, quindi di non mangiare più (così magari dimagrisci anche), qualche capo si trova, o comunque investendo tempo e (molto)denaro si sa, tutto si risolve.

Ma non è giusto. Non siamo una popolazione mini, c’è anche tanta gente maxi. Quindi dateci queste 46 e 48 così rare e sfuggenti, questa xl così complicata da vendere, insomma fatelo un bikini che non sia un filino colorato con tre pezzoline di 3 cm per coprire le vergogne.

Cioè, produceteli questi abiti, così magari non ci  saranno più solo magrettine fashion a farsi i selfie e a vestirsi carine, e ci sarà anche meno ossessione del dover dimagrire.

 

Il periodo della mia vita in cui ho vissuto meglio è stato un breve lasso di tempo in cui sono stata in Germania, dove io risultavo una taglia media, potevo provare abiti di una o due taglie in più (mai successo in vita mia…con abiti veri, non con abiti tagliati senza grazia e colorati malissimo), addirittura anche con i giacconi invernali! I collant salivano fino alla vita senza essere strappati e le scarpe da donna c’erano in abbondanza fino al 43. Insomma, tutto è relativo, hai voglia noi a cercare di diventare diverse. Se una donna è giunonica, le consiglio shopping tedesco.

Inutile cercare di girarci intorno, se i vestiti non ti vanno, e se la 48 non c’è mai, c’è anche un problema nella produzione e distribuzione di vestiti – non è colpa solo del panino con la salsiccia.

 

Purtroppo noto questo dramma anche per i vestiti dei bambini, dove si inizia già dalla nascita, con le taglie striminzite e tendenti sempre al meno, mai al di più. Quand’è che ci sarà una svolta, se ci sarà?

Spero presto…

 

 

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