Ma cos’è che fa, poi, una mamma green?

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Cos’è che fa di diverso dalle altre? Ci sono diversi livelli di vita green, si procede per passi, come in ogni scelta credo.

Innanzitutto è una mamma attenta all’ecologia ed è una persona che si chiede cosa potrà accadere in un prossimo futuro come conseguenza delle proprie azioni. Sia alla propria famiglia, sia al resto del mondo.

Poi: cerca di capire come può vivere in modo tale che la sua vita famigliare non si discosti troppo da bisogni primari, dal contatto con la natura e dal rispetto per essa, da un’alimentazione genuina. In generale, una mamma che si definisce ecologista, amante della natura, eco, bio e similari, tende a fare

acquisti molto oculati e a non lasciarsi coinvolgere da messaggi pubblicitari martellanti, mode dell’ultimo secondo e beni “usa e getta”. In linea di massima tende a fare attività che prediligono il contatto con l’aria aperta, organizzate per avvicinare i bimbi alla conoscenza di animali, agricoltura, storia, scienze naturali. Ha voglia di recuperare conoscenze e pratiche che sono state adombrate da un periodo storico-culturale che ha troppo privilegiato la tv, gli acquisti anche superflui, il preconfezionato, in generale l’omologazione a modelli e a modi di fare imposti e lontani dai bisogni reali. Vuole recuperare ad esempio l’alto contatto coi propri figli, di cui ho parlato in questo articolo.

Ai livelli più avanzati, la mamma eco fa scelte fuori dal coro anche per l’uso dei farmaci, per i prodotti cosmetici e alimentari, può essere  animalista, vegana, crudista, fino a scelte molto poco popolari come quelle dell’ home schooling, tutte cose di cui parlerò nei prossimi articoli.

Io credo di essere allo step 1 o forse 2…il mio apporto alla greenitudine l’ho dato e lo sto dando con l’uso dei pannolini lavabili, col non aver proposto la tv commerciale fino ai 3 anni di mia figlia (col piccolo è più difficile perchè la grande ormai si guarda pure il Dottor House), con lo svezzamento senza l’acquisto di alimenti appositi per bambini, con l’allattamento al seno prolungato oltre l’anno di età, con l’acquisto di giochi poco impattanti e poco plasticosi (ma il livello green degli oggetti che ho in casa mi si riabbassa coi regali dei nonni, con grandi picchi decrescenti verso Natale…) . Insomma mi piace guardare questi orizzonti green ma comunque li vedo come una filosofia di vita e non come dei comandamenti da seguire tutti, subito e meticolosamente . Mi piace sapere che altre mamme guardano gli stessi orizzonti ma non sto lì a fare propaganda nè a puntare il dito contro chi non mostra interesse in questo modo di vivere e preferisce seguire l’iter classico -biberon-omogeneizzato di frutta fino a 4 anni di età -cartoni di sky dalla culla-secelhatuofigliolocompropureamiofiglio-peppapig anche sul quadro alla testata del letto e violetta anche sul poster in cucina.

Spesso la mamma green è anche vittima di categorizzazioni molto rigide, viene vista come una specie di mamma che si pone tra la rompiscatole, la tirchia e la bigotta, e poi ovviamente se per caso è anche vegetariana o vegana viene anche vista come crudele verso i figli, perché impone anche a loro le sue scelte.

Boh, io questi compartimenti tendo a non farli, e mi pare giustissimo che ogni madre riservi al figlio lo stesso trattamento che riserva a se stessa, che ha scelto e che crede valido e salutare. Quindi, una mamma che si definisce green a me sta subito simpatica, perché mi piacciono i suoi modi di pensare la genitorialità, ma non escludo dalle mie simpatie pure chi non ci pensa e ama lo stesso i suoi figli, e li nutre e li cresce pensando al loro bene. Però dai, non rompete le scatole se una mamma allatta fino a 2 anni del figlio: è successo per migliaia di anni, la moda di allattare pochissimi mesi è di questo secolo, uno sforzo a pensarla più in grande io proporrei a tutte di farlo, che sia uno sforzo green o di qualsiasi altro colore che vi piaccia.

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