Insopportabilmente social

Alcune pratiche social che hanno preso piede negli ultimi tempi, e che trovo insopportabili. Non conta chi le usa, ma il fatto che sia diventato automatico usarle, per tanti;  fenomeni insidiosi e soporiferi: comportamenti a metà tra il copiaincolla e l’effetto domino.

 

Con la saturazione di Facebotrekking-299000_1920ok, e la mia presenza su diversi altri social (più di tutti Twitter), ho avvertito questo fenomeno: spesso chi passa molto tempo online inizia a usare stratagemmi e modi di dire che vede usare in giro, con la speranza (immagino) di raggiungerne lo stesso effetto.

Col fatto di avere  diversi account attivi e desiderare di collegarli, oppure con l’avere un discreto numero di contatti su un social e cercare di usarli per raggiungere i propri  obiettivi – indipendentemente da quanto siano sani o legittimi questi obiettivi – si finisce col comportarsi in maniera poco spontanea e spesso, anche poco originale, in ogni caso davvero ma davvero molto poco interessante. Per il poveretto che ci capita.

I tag infiniti su foto non gradevoli

Parente stretto del metodo porta a porta, ne è il riflesso sui social. Chi posta è stato invitato , suppongo dal suo superiore nella piramide dei venditori, a ripetere la campagna di racimolamento clienti col metodo “tagga il mondo, qualcuno abboccherà”. Ed ecco che ci si trova taggati con altri 90/100/120 utenti su una foto bruttissima, sgranata e addobbata coi glitter, con un vago invito a contattare in privato la persona che risolverà l’arcano problema.

Se dici gentilmente di non essere interessato a questi tag, che a volte si ripetono nel giro di pochi giorni, ti dicono pure: se non sei interessata, togliti il tag. Un po’ come dire, il lavoraccio fallo tu, io sono troppo occupato ad accumulare miliardi col networking piramidale. Un po’ come uno che ti frena col motoscooter davanti, e ti fa: se non vuoi bagnarti, spostati. Stessa sensazione.

Scusa, spostati tu: o meglio, scompari…

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I post di lamentela allusivi e poco chiari

Spesso sono post condivisi semplicemente, non ideati dalla persona che li pubblica sulla propria bacheca.

Sono post che alludono a qualche misterioso comportamento scorretto, maligno, attuato da una persona che si credeva amica e che invece amica non era. Si allude, si allude e mai si conclude…per chi è?

Per tutti? Per una persona in particolare?Se è diretta a una persona particolare, perché rendere pubblico il pensiero, brutto negativo e, talvolta, con un vago sapore di vendetta?

Questa è una piaga tipica di Fb, sugli altri social non c’è molto spazio per la negatività, in quanto vengono usati maggiormente per comunicazioni brevi ed efficaci o per interazioni di tipo lavorativo. Quindi insomma, va bene il dolce far nulla, ma se si pubblica qualcosa, si dovrebbe sempre pensare che c’è qualcuno che intercetterà la faccenda e niente, gli avete rovinato i 5 minuti di relax che si era preso. Grazie, eh.

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fonte: Pinterest, seniorita87

 

La richiesta di aprire un contenuto su un altro social

Se sono su Instagram vuol dire che sto guardando le foto, se sono su Twitter vuol dire che sto cercando di rilassarmi leggendo frasi brevi e concise…

Perché pubblicare su Twitter il link nudo e crudo alla tua foto su Instagram? Cosa intendi fare, cosa pretendi da me, cosa ti è venuto in mente, esattamente, quando hai cercato di rimbalzarmi da un social all’altro senza darmi neanche una buona ragione per farlo? Davvero non capisco. Su ogni social, metti quello che può interessare su quel social, non mettere quello che hai fatto altrove. Già è abbastanza faticoso aprire le pagine dei blog, o almeno per me lo è. Ma almeno dammi un’ introduzione, un’eschetta che mi faccia capire se devo abboccare o no. Altrimenti io dico solo,  “sè vabbè ciao”.

Se lo hai visto fare dai VIP e funziona, non è che funzionerà per tutti…

La richiesta su un social di seguire il proprietario dell’account altrove o su altri blog di proprietà

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Questa è proprio la più soporifera di tutte…non appena mostri il minimo interesse verso un account, con un like o un +, ecco che piovono messaggi automatici sapientemente personalizzati in cui sei invitato a seguire anche il profilo Linkedin, Twitter, questo, quell’altro, il blog gemello che parla di cose simili e l’altro suo blog che parla di cose che non c’entrano nulla. Il problema è che non ho mai tempo per gestire le notifiche, quindi il sonno scatta anche perché leggere i messaggi su Twitter è una delle cose che faccio di sera, a tempo perso…e loro ci mettono del loro per farmi decidere di spegnere tutto.

L’uso smodato delle solite 4/5 locuzioni modaiole

Non parlo di Ciaone, Mainagioia, e adesso anche Non ho capito la mail e Andiamo a comandare: quelle, sono citazioni, che diventano tormentoni e sono pure simpatiche.

Mi riferisco proprio a dei modi di esprimersi che letti una volta o due fanno un bell’effetto, poi diventano un copiare raffazzonato. Soprattutto quelli usati nelle descrizioni dei profili. Ora, io non so chi abbia iniziato a usarle e quando, però secondo me è ora di metterle un attimo da parte e rinfrescare il repertorio. Me ne vengono in mente solo alcune, al momento, e per fortuna, aggiungerei!

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adoro!

qui è dove…

…come se piovesse

…come se non ci fosse un domani

…non necessariamente in questo ordine

aiuto le aziende a…

 

 

 

Il plurale in cui  il lettore viene coinvolto senza motivo

Messaggi trionfali, profondi e finemente argomentati, introdotti con un plurale inefficace.

Vi siete lamentati di qualcosa? Avete messo la foto arcobaleno per i diritti degli omosessuali? Avete messo l’immagine Je suis Charlie? Beccatevi il polpettone elaborato e condito sapientemente che scredita la vostra mossa. Sì, l’utente si rivolge a tutto il mondo circostante, come se tutto il mondo circostante abbia partecipato a determinate ed esplicite campagne.

Io non ho aderito a nessuna campagna pubblicamente, quindi perché mi servi lo stesso il polpettone? Si prega di indicare a chi ci si riferisce, a inizio post. Forse uno su quattro sarà il bersaglio del vostro livore, io nel frattempo schiaccio un pisolino così stasera riesco a leggere più messaggini finto-personalizzati su Twitter.

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