I figli seguono la logica causa-effetto?

 

Prima di avere figli ero abituata a vivere (e parlo di vita quotidiana) secondo degli schemi ben precisi, coi quali potevo fare previsioni e stabilire i miei obiettivi,  e sui quali  scandivo i ritmi lavoro-riposo e i bilanci tra fatiche e benefici da godere dopo la fatica.

Adesso questi non valgono più, e mi chiedo, è giusto che non valgano più? Sì, è giusto , ed è per questo che diventare genitori amplia i nostri concetti spazio-temporali preesistenti ai pargoli e, in teoria, li fa evolvere.

La rivelazione regina di tutte per me è questa:  i figli ci insegnano qualcosa. 

Credevo che dovessimo noi insegnare a loro, invece pare che non sia così…come le guide turistiche al museo o in un bel sito archeologico, con le loro vocine ci spiegano dettagli e punti di vista che noi da soli non potevamo scorgere, insomma piccolezze, minuterie, vezzi dai quali poi partono spiegazioni più generali e collegamenti con eventi più grandi e con realtà a noi note.

Che però, per connettersi tutte tra loro, hanno bisogno di queste guide sapienti, di queste conoscenze così profonde e che un adulto (o turista), da solo, preso da tanti pensieri, non ha il tempo e il modo di stare a guardare o a studiare.

Quindi, da questo presupposto, mi piace pensare a quali nuovi schemi mi ha portato finora l’essere madre:

  • l’ efficienza di un adulto dipende da quanto sa prevedere gli imprevisti: non conta quanto sei brava a organizzare una tabella di marcia, quanto sei ordinata e quanto sei abituata a fare tante cose in una sola giornata; certo, tutte buone abilità. Ma, se vai in panico al primo imprevisto o se provi ansia nel passare al punto C prima di aver eseguito il B, bè ecco, i figli potrebbero procurarti un esaurimento

 

  • l’efficienza dipende quindi da quanto velocemente si risolve un imprevisto: se si passa mezza giornata intera a pensare a “come sarebbe potuta andare se” e a “se solo non fosse successo che”, bè, bisogna organizzarsi e focalizzarsi sul momento presente, si deve trovare una soluzione il prima possibile, fuori da troppe filosofie

 

  • ciò che ha funzionato un certo giorno e in una certa ora non funzionerà sempre: magari funziona per un mese o per 6 mesi, ma gli standard cambiano continuamente, e ci si deve sentire sempre sull’orlo del prossimo standard. Aspettarsi ripetitività può essere fuorviante

I figli hanno come effetto sulla famiglia quello di stimolare la logica problema-soluzione.

Non ci sono pianificazioni così rigide come si è abituati da ragazzotti: se sono stanco dormo, se ho fame mangio, se ho bisogno di svaghi mi svago. Se ho bisogno di soldi lavoro di più…se non ho voglia di far nulla, ozio tutta la domenica. No.

Le logiche diventano: se trovo il pavimento libero, potrei lavarlo.

Se non abbiamo più vestiti puliti, laviamone un paio. Se ho appena lavato e cade a terra tutto il succo di frutta, devo pulire, subito. Se il divano beige è macchiato di cioccolato, devo sfoderarlo. Se devo lavorare di più, devo pensare a chi mollare i pupi. Per quante ore, a quale prezzo. Se ho sonno, devo farmi il caffè. Se voglio oziare e leggermi due post di un blog, devo andare al parchetto e sperare che rimanga dentro il cestino dell’altalena per almeno 3 minuti, in silenzio.

Insomma così.

Senza troppa pena riguardo alle previsioni e al come si poteva evitare. A come evitare i disastri dovremmo pensarci quando tutto è calmo, cioè di notte, o quando dormono, confrontandoci con l’altro genitore, con amici genitori, o con un libro scritto apposta per queste cose. A limite pure un programma tv tipo Sos Tata, ma sempre con le dovute attenzioni. I figli ci insegnano che la vita non è nelle nostre mani e sotto il nostro stretto controllo, che non siamo padroni completi di quello che ci succede.

Certo detto così di lunedì mattina non sembra una gran cosa, ma è un insegnamento molto profondo per me. E mi piacerebbe assimilarlo meglio.

Un genitore può fare molto, ma senza pensare di poter fare tutto.

O no?

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2 thoughts on “I figli seguono la logica causa-effetto?

  1. Altro che non siamo padroni completi… come diceva qualcuno noi siamo al comando sì… ma di un aereo in avaria senza motori e nel bel mezzo di una tempesta! Post profondo e brillante assai.

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