I bambini e il contatto

contatto-marsupio

Cercando una spiegazione al mio problema del sonno notturno, sono incappata un bel giorno in questa frase:

ci sono bambini che semplicemente, hanno più bisogno di contatto coi genitori

ed è stato subito chiaro per me: mia figlia ha più bisogno di contatto, è una bambina ad alto contatto. Non può essere diversamente. Così ho appronfondito un po’ e ho scoperto cose bellissime.

Vediamo bene quello che ho capito di questo alto contatto.°°°°°

Secondo questo filone di pensiero, il bambino ha un estremo bisogno di contatto coi genitori, fin dalla nascita. E per nascita, intendo proprio il momento dell’espulsione: già da quel momento la mamma, il personale sanitario, i parenti, le istituzioni, il mondo intero, dovrebbero favorire tale contatto, fisico, con la madre. Il bambino nasce ma, per i primi mesi di vita, non è che si senta separato dalla madre, si sente un tuttuno con lei, e la maggior parte dei bambini, se separati fisicamente dalla madre, ne soffrono, piangono, non riescono a riposare bene. Alcuni molto più di altri. Il filone di pensiero consiglia pertanto la fascia elastica: una fascia molto lunga con la quale la mamma, attraverso diversi tipi di legatura, può tenere il bimbo addosso e avere le mani libere, utilizzabile già dai primi giorni di vita.

Esistono anche corsi per imparare a legare le fasce e a portare i bambini. Per me è stata una novità: ovviamente l’ho provata col secondo figlio e sono rimasta stupefatta dalla sua comodità, di quanto beatamente il bimbo ci abbia dormito dentro e soprattutto sono rimasta stupefatta da quanto sia poco diffusa questa pratica dalle mie parti.

Man mano che il bambino cresce, ovviamente comincerà a vivere diversamente questo contatto e ci saranno vari metodi per continuare a mantenere il contatto così rassicurante e rasserenatore dell’atmosfera di casa. L’allattamento al seno, la condivisione della stanza o anche del letto in cui si dorme, sono tutte pratiche che assecondano questo bisogno e che:

  • aiutano il bambino, a staccarsi gradualmente dalla madre e a sentirsi rassicurato anche quando è stanco, infastidito, sovrastimolato;
  • aiutano la mamma, nei primissimi mesi, e poi anche il papà, a gestire meglio risvegli notturni, nervosismo del bambino e coliche

Ho dovuto sforzarmi parecchio per entrare in quest’ottica: con la mia prima bimba, avevo seguito tutto un sistema di convinzioni, regole non scritte e aspettative che prevedevano tutt’altro. Mi aspettavo che il bimbo dovesse dormire un tot di ore, che dovesse avere un suo spazio, un suo carrozzino, un suo lettino, una sua autonomia. Già dai primi giorni. Se il bimbo sta bene ed è sazio, deve dormire. Se non vuole dormire, deve essere calmato col ciuccio, con la ninna, col carillon, con la passeggiata e tutto il resto. Magari con un po’ di aggiunta.

Alla fine dei giochi, tutte le mie sensazioni mi hanno portato a propendere fortemente per la teoria del contatto, e a rinnegare proprio completamente quelle convinzioni che avevo qualche anno fa. L’allattamento al seno , che prima vedevo come una scelta o una sorta di colpo di fortuna, per me ora è diventato la norma : rappresenta la pietra fondamentale di questa crescita ad alto contatto.

Tirando il totale, i miei figli non sono dei gran dormiglioni, nè la prima allattata poco e male, messa sempre nel carrozzino e spinta a dormire in autonomia, nè il secondo, cresciuto con la teoria del contatto, messo in fascia, allattato a oltranza (siamo quasi a 20 mesi) e dormiente attaccato alla mamma dal suo primo giorno di vita. La differenza sta nel modo in cui io vivo la cosa, e secondo me sta anche nel pianto e nei lamenti notturni: adesso quando il piccolo di notte piagnucola invece di dormire, invece di chiedermi dove ho sbagliato e che cos’ abbia, so che almeno non sta piangendo per la mancanza di vicinanza della mamma. E poi, sarà una mia impressione, ma piange meno, meno disperato e invece di un gommino plasticoso ha sempre a disposizione il seno.

Consiglio a tutti i genitori di approfondire il discorso del contatto,voi ne avete sentito parlare? Avete usato fasce, dormite coi vostri bimbi?

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