Due è già troppo, in Italy

Passare da uno a due figli per me è stato decisamente “frettizzante”. Un termine inventato ora da me…per esprimere la sensazione che vivo ormai da più di due anni.

Le mie attività sono frettizzate. Non frettolose. E’ diverso.

Mi si è frettizzata la vita. Nel senso che in ogni momento, sono necessariamente concentrata sul momento successivo. I pensieri corrono sempre a qualche ora dopo, qualche giorno dopo, qualche mese dopo. Un accavallamento di cose, nomi, appuntamenti, orari, richieste, fogli da firmare, presentare, consultare cerca costantemente di essere districato e portato di pari passo allo scorrere dei giorni sul calendario.

Giochi, vestiti che diventano piccoli, menu da inventare, merende da preparare, ingredienti da controllare si accatastano nella mente…Zainetti, intimo, bagnetti, tutto più schedato e più schematico, rispetto al figlio unico. Frettizzato e anche organizzato, magari male organizzato, ma necessariamente più metodico.

Tant’è che il mio relax mood in cui ho sempre vissuto ha iniziato a essere un tantino insufficiente e ho dovuto necessariamente fare delle scelte organizzative in casa: comprare divisori per armadi, decidere di sistemare i giochi in uno scaffale, decidere di togliere alcuni giochi dalla circolazione, e così via.

Ma tutto sommato, non ho trovato questo passaggio faticoso, a livello materiale: gli oggetti essenziali e più ingombranti erano già in casa, la consapevolezza che anche il secondo figlio avrebbe potuto dormire poco, e comunque la distanza di età tra i miei figli (5 anni) mi stanno permettendo di affrontare i vari passi con una certa praticità.

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A livello mentale invece la stanchezza si fa sentire, molto probabilmente perché ho dei figli psicologicamente stancanti, più che fisicamente. Non sono dei gran corridori/ arrampicatori/ stravolgitori di arredamento, riescono a stare a tavola seduti, vengono volentieri in macchina e non piantano un capriccio nel bezzo mezzo del supermercato affollato. No, loro sono apparentemente tranquilli. Il che significa che se li incontri per strada o se ci vieni a trovare, loro appaiono calmi. Ma è solo una copertura…:)

I miei figli hanno dormito entrambi molto poco; e di notte, fanno dormite molto turbolente. Ho anche scritto una lista di spunti per aiutare altri malcapitati genitori ad accettare in qualche modo questo fatto, in questo articolo.

E non è una cosa da nulla. E’ abbastanza disarmante vedere al parchetto bambini che corrono come saette e fanno triple capriole al volo per tutto il pomeriggio, e sentire mamme che dicono: “almeno alle 20 si addormenta e se ne riparla domani mattina”. Cavoli.

Non dev’essere facile manco la vita tua, ma almeno la notte dormi. ( O fai quello che ti pare).

Essenzialmente, quindi, ciò che nella mia vita si è moltiplicato per  duemila è il puro e semplice bisogno di riposo.

Con la prima esperienza mi dicevano: dai, col secondo andrà meglio. E invece no. Pure il secondo non ha mai fatto tutta una tirata. A volte mi viene voglia di fare un terzo figlio per vedere se dorme almeno quello 🙂

Ma per la mia situazione attuale (lavorativa, di impegni vari, di ritmi e di necessità) l’idea del terzo figlio resta appunto solo un’idea, e sono effettivamente poco spinta da tutto ciò che ho intorno a continuare  a procreare. Gli orari della scuola sono abbastanza penalizzanti per una mamma: le elementari chiudono alle 13.30; luoghi per portare bimbi al chiuso non ce ne sono, il nido e la materna ci sono e funzionano benissimo, sono accessibili anche il pomeriggio a prezzi abbordabili, ma in una visione d’insieme mi sento poco propensa ad affrontare ancora tanti anni da mamma di bimbi piccoli.

Mi basterebbero già degli aiuti morali, degli spazi adatti in cui portare i bimbi sia di pomeriggio che di sera, una scuola che assicuri qualche rientro o campi scuola estivi per coprire i 3 mesi d’estate che, attualmente, sono totalmente scoperti.

Senza stare a scomodare le politiche e gli aiuti economici (che non guasterebbero la situazione).

In pratica, se hai 2 figli è già tanto se riesci a lavorare (pur dormendo poco…si fa). Le statistiche parlano chiaro, e se la media di figli per donna è 1,4, allora un motivo ci sarà. Poi non ho mai capito se 1,4 è la media tra tutte le donne o solo quelle con figli. Suppongo solo quelle con figli. Significa che su 10 mamme solo 4 hanno due figli. Oppure che su 10 solo due ne hanno 3.

Insomma, in Italia ci sono tante e tante variabili che portano a una bassa natalità e a un numero esiguo di figli per coppia, fatto sta che anche come mentalità, due figli appaiono già troppo, e chi ne ha 3 o paventa la possibilità, in generale, è visto come qualcuno fuori dal comune o con uno spiccato – e scellerato- senso del rischio.

Secondo me, non dovrebbe essere così.

I figli non dovrebbero essere un lusso bensì rappresentare il punto di partenza per permettere alla coppia di diventare famiglia, questa famiglia tanto decantata, meritevole di protezione e di intaccabilità, insomma la struttura su cui si dovrebbe fondare la nostra società.

Ma si rivela, nella realtà delle cose, solo un desiderio di tante persone che pur di vederlo realizzato, accettano tante condizioni (sociali e lavorative) svantaggiose e penalizzanti. Insomma una specie di medaglia con due facce, una più luminosa, una di meno.

La famiglia dovrebbe, invece, essere un diamante che trasmette luce, da incastonare nella propria vita, per darle maggiore luminosità e un senso.

Indipendentemente dallo stipendio degli adulti e da qualsiasi altra loro civile e legittima scelta di vita.

stormoms

 

Questo post partecipa al progetto Stormoms sul tema di gennaio: Vita da bismamma, cosa cambia con più di un figlio

#unopiuunofaduemila

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3 thoughts on “Due è già troppo, in Italy

  1. Monica Torriani

    Passare da uno a due figli è sempre traumatico. Nel mio caso è successo quando la mia prima figlia aveva un anno e, prevedibilmente, ha accolto la nascita del fratellino con una certa…disapprovazione. In base alla mia esperienza, in questa fase, l’organizzazione ha un suo peso. Tuttavia è importante anche godersi i momenti di allegro disordine che avere figli piccoli comporta.
    In Italia, a tratti, sembra che i provvedimenti legislativi vogliano scoraggiare le famiglie dall’ampliarsi. È come nuotare controcorrente: certi minuti sei stanca, ma se ti fermi il flusso ti riporta indietro. In questi momenti è importante la solidarietà fra donne: solo noi sappiamo veramente come supportarci in tema di maternità.
    Comunque, dal terzo figlio in poi è più semplice. Io ne ho quattro, ma il secondo ha rappresentato lo step più faticoso!

    1. delia

      Complimenti,4!! Ti dirò, io ho la stessa sensazione, anche soltanto con due: quella che appena ti fermi, ti senti come se stessi affrontando qualcosa di ostile. Grazie per l’incoraggiamento…da come scrivi, sembrii pronta anche per il quinto! Grazie per essere passata 🙂

      1. Monica Torriani

        È stato un piacere!

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