La dedica ideale per tutte le mamme

Finalmente dopo tanta attesa e dopo una bella traversata di 600 Km, partecipo all’intervento di un pediatra di fama internazionale, Carlos Gonzales, arrivato direttamente da Barcellona, che conclude la prima giornata di incontri e conferenze alla Fiera del Bambino Naturale di Chiari (Bs). Il dottore riceve un bello scroscio di applausi già prima di iniziare, in quanto si prende anche l’onere di esprimersi in italiano, pur non conoscendo la nostra lingua alla perfezione.

La sua presentazione di oggi verteva  sull’allattamento materno e in particolare sui problemi che le neomamme devono affrontare soprattutto all’inizio della loro esperienza di allattatrici. Il talk era quindi incentrato su una delle sue opere maggiori che è anche uno dei libri più raccomandati da ostetriche e consulenti per l’allattamento: Un dono per tutta la vita , Il Leone Verde Edizioni.

La sua discussione è stata molto tecnica e specifica (così come lo è il libro), ma allo stesso tempo molto piacevole da seguire e stimolante, proprio allo stesso modo del libro.

Un medico che pratica la professione ma che riesce, nonostante la sua competenza e la sua fama, ad arrivare dritto al cuore dell’argomento e a rassicurare le mamme con messaggi e osservazioni precise e parametri semplici da ricordare. Quindi, indicazioni esatte su come valutare l’andamento del proprio allattamento, istruzioni su cosa può andare storto e rassicurazioni sul fatto che ogni problema relativo all’avviamento dell’allattamento può essere valutato e capito da personale opportunamente formato.

Detto questo, non sto a recensire più di tanto il suo intervento nei dettagli, perché se volete saperne di allattamento vi conviene leggere il suo libro!

Quello che voglio raccontarvi è la sua dedica sulla mia copia del libro! Per me è stata la prima volta, ma voi magari avete già fatto firmare libri o dischi dai vostri scrittori o artisti preferiti: si forma la fila, ognuno chiede una dedica a “xyz” e , in caso di problemi di lingua, scatta lo spelling (che poi è difficile fare lo spelling tra persone che non usano lo stesso alfabeto, ma alla fine ci se la fa). Già ero intenta a osservare questo curioso fenomeno, la fila per la preziosa firma sulla copia. Già ero stanca perchè ho seguito 5 conferenze ad alto tasso di emozioni e input vari. Già ero stanca perché il clima leggermente afoso e i figli sparsi in giro a cercare di ammazzare il lungo tempo che ho passato nelle salette mi hanno un po’ provata…insomma ero tutta presa dai pensieri e mi sono trovata il dottore davanti, ecco il mio turno: oddio, e che nome dico? Di mio figlio ancora allattato a 21 mesi? Allora devo dire anche il nome di mia figlia, allattata solo 2 mesi, sarebbe ingiusto il contrario, ma devo fare lo spelling di entrambi? O del mio? Che, di solito, richiede lo spelling anche con gli italiani…Uhm… Allora, sapendo che è uno che sa anche scherzare, gli ho detto, faccia lei, scriva quello che vuole!

E sui miei due tomi, si esprime con un simpatico “va bene” e poi con un “per una grande madre”:

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A parte la battuta di mio marito su quel grande ( ho qualche chilo in più…ahi l’allattamento!!!) ho apprezzato tantissimo la frase…Perchè lui me l’ha scritta conoscendo a malapena il mio viso, mi ha vista per un trenta secondi in faccia, ha anche fatto finta di spremersi le meningi prima di scrivere. E poi ha scritto la frase migliore che avrebbe potuto scrivere, non perchè sia vera per me, Delia, ma perchè è vera per tutte le mamme. Cosa ha capito questo medico che tanti medici e non , non riescono a capire?

Perché ho apprezzato questa frase che avrebbe potuto scrivere chiunque, molto semplice, ma molto ricca di senso?

Ha capito che le mamme hanno bisogno di porte aperte, di fiducia, di riconoscimento del loro impegno. Di parole di apprezzamento e anche, soprattutto, di rassicurazione. Le madri allattanti o meno, hanno diritto di ricevere, da tutti, parenti o operatori sanitari, il dovuto rispetto del loro ruolo e delle loro scelte, delle loro paure. Quindi cosa racchiude questa frase? Il suo credo, credo. Un pediatra che sostiene l’allattamento in maniera totale e soprattutto efficace, non solo come scuola di pensiero ma proprio operativamente, col sostegno. Formando consulenti e con la sua divulgazione di alto livello.

Ha capito che il pediatra non è solo un medico, nell’affrontare l’allattamento. Deve calarsi nel ruolo del tecnico che aiuta la mamma al suo percorso istintivo e fisiologico nell’avvio dell’allattamento. Quindi niente soluzioni sbrigative e schemi troppo spinti su quantità e composizione del latte. Se si può, si risolve il problema. Se non è possibile risolverlo, può essere necessario un biberon, solo per un po’. Se non si riesce ad avviare l’allattamento, almeno è stato fatto il possibile. In ogni caso, non dev’essere la madre col suo bimbo a pagare il conto delle incompetenze o superficialità degli operatori. Perché ogni madre è una grande madre, e si merita aiuto e rispetto da parte del medico. Sempre. Specialmente se si parla di latte.

 

 

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