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Creare un account ai bambini: Family Link è la soluzione?

A un certo punto della vita genitoriale, si presenta la fatidica questione, se comprare o meno un cellulare al proprio figlio, uno smartphone, se attivargli una SIM, se connettere anche le sue attività a un account bambini (personale) anziché lasciarlo navigare con il nostro account “da adulti”.
La risposta ideale non esiste, perché le varie spinte ed esigenze dei ragazzi dipendono da mille variabili che sono diverse da famiglia a famiglia, così come sono diverse le risposte e le reazioni.

In ogni caso, ogni genitore ha bisogno di un minimo di comprensione dei meccanismi che accompagneranno bambini e ragazzi nel loro ingresso nel modo digitale interconnesso.
Quindi…come si fa?

 Esiste un requisito di età minima per la creazione di un Account Google per un bambino tramite Family Link?

No. Sta a te decidere quando è il momento giusto per consentire a tuo figlio di utilizzare un telefono o un tablet Android.



Logo e colori di Family Link – Per creare account bambini

Una volta eseguito l’accesso al suo Account Google, mio figlio vedrà annunci pubblicitari?

Sì. I servizi Google sono supportati grazie agli annunci pubblicitari, quindi tuo figlio potrebbe vedere annunci pubblicitari quando utilizza i nostri prodotti.

Posso utilizzare Family Link per controllare le attività di un adolescente?

Sì, Family Link può essere utilizzato per supervisionare gli adolescenti (bambini di età superiore ai 13 anni o all’età minima richiesta nel paese in cui ti trovi). A differenza dei bambini di età inferiore all’età minima, gli adolescenti hanno la possibilità di interrompere la supervisione in qualsiasi momento, ma se lo fanno, i genitori vengono informati e i loro dispositivi vengono temporaneamente bloccati e resi inutilizzabili.



Queste sono le prime indicazioni reperibili dalla pagina dedicata di Google. 
Cosa ne pensi?

Lo smartphone è adatto a ragazzi minori di 14 anni?
Ed è giusto dare in mano ai minori i cellulari dei genitori, quindi aperti e non controllabili a posteriori?
Questa e tante altre domande riguardano genitori di 10enni, 11 enni , ma anche 9enni e 8enni…


Perché utilizzare un programma per creare account bambini come Family Link?



  • Perché inserendo un account da minorenne su uno smartphone, automaticamente scattano alcuni processi automatici di protezione da contenuti non adatti
  • Perché uno o più adulti possono essere collegati a quell’account e farne una stretta supervisione
  • Perché anche i ragazzi devono abituarsi ad avere una propria identità digitale, e ad assumersi la responsabilità di agire sul web con la propria persona e non attraverso un “aggeggio” dei grandi

Sei d’accordo? Perché?
Qui trovi il seguito dell’articolo: Come avviene il controllo con family-link?

Il freddo non fa ammalare i bambini…finalmente un poster virale!

Ripartono i primi freddi e ripartono i sintomi tipici delle infezioni alle vie aeree…
Quest’anno una simpatica sorpresa, vagando sul web ho visto che qualcuno ha creato un poster ad hoc e…incredibile, è diventato “virale”!

Il freddo non fa ammalare!

Virale, in questo caso, è proprio la parola azzeccata…dovrebbero saperlo tutti che i virus circolano meglio se ci sono tante persone nello stesso posto che se lo passano…proprio come avviene sui social.

Il freddo non fa ammalare, se si è coperti

Ovviamente dire che il freddo non faccia ammalare non significa che possiamo starcene spensierati, in maniche corte, anche quando ci sono temperature rigide.
Il concetto che fa fatica a passare è che, data una buona condizione generale di salute, non è il freddo a causarci i malanni di stagione, bensì è il passaggio di virus e germi in ambienti chiusi e aria secca.
Tutto il discorso nasce dal grande equivoco che se si sta chiusi in casa o altrove, col termosifone acceso e poco cambio d’aria…si sta al sicuro!
E invece no. L’ambiente ottimale non dev’essere caldo e chiuso, bensì fresco e arieggiato, e le persone devono imparare a coprirsi in modo adeguato e a strati, per potersi coprire e scoprire in caso di variazioni di temperatura.

Arieggiare le stanze e le aule: ma coi vestiti sempre asciutti

Purtroppo l’adulto, timoroso delle basse temperature, evita di arieggiare spesso gli ambienti di casa, magari relegando la faccenda al giorno delle grandi pulizie; addirittura può arrivare a chiedere agli insegnanti di evitare di arieggiare le aule durante le lunghissime ore di scuola.
Sapendo bene che caldo, starnuti, contatto stretto tra i banchi creano un ambiente ideale per la diffusione dei virus: e allora perché è così diffusa questa visione distorta?

Forse perché non si è abituati a gestire il sudore…Il sudore regola la temperatura corporea, e se l’ambiente è troppo caldo o se ci si muove per diversi minuti in effetti si suda, e, eposti a correnti fresche o fredde, si rischia di prendersi un raffreddore!
Ma ecco, l’ideale sarebbe cercare di insegnare ai bambini a gestire il sudore, e anziché “proibire di sudare” potremmo abituare i nostri bimbi a vestire particolarmente leggeri e a portarsi una maglietta di ricambio per cambiarsi dopo l’attività motoria, sia a scuola che in altri ambienti dove si pratica sport.

Per saperne di più, leggi qui un altro articolo a riguardo o visita il celebre articolo de ll Post!

Pagine Facebook da seguire: le mie preferite

 

Facebook ha raggiunto la maggior parte della popolazione che utilizza internet: il social è il più diffuso e  utilizzato. Ma come si fa a tutelarsi da immagini tristi, post lamentosi, commenti insinuanti, maleducazione di varia natura…insomma, come si fa a sopravvivere bene dentro i social?

Per gustarsi Facebook, bisogna imparare a personalizzare la piattaforma. Fate un giro sulle voci impostazioni, notifiche, privacy e cercate di scegliere il tipo di notifiche che volete ricevere.

pagine facebook

Se un post, un’immagine o una notizia non vi interessano e non vi piacciono, cliccate sul menu a tendina e scegliete di nascondere quei contenuti, o di non seguire più gli aggiornamenti di quella persona o di quella pagina. Questo tutela voi stessi ma anche i vostri figli che si sa, spesso prendono in mano il cellulare dei genitori e possono trovarsi facilmente a scorrere il vostro profilo.

L’importanza di personalizzare gli strumenti è fondamentale, soprattutto se si hanno dei figli, che presto saranno a loro volta coinvolti nell’uso dei social…dovrà essere uno dei compiti dell’adulto, accompagnare i giovani anche nella gestioen degli strumenti informatici di interazione sociale.

Per il momento, vi lascio una lista di pagine Facebook che seguo sempre…

La mia classifica dell’intrattenimento facebookiano: le 3 pagine che vale la pena seguire

Le fotografie che hanno fatto la storia

Questa pagina pubblica foto belle, storiche, significative, introducendole con informazioni e commenti. Una lettura quotidiana piacevole, che a volte ci permette piccoli ripassi di storia, altre di cinema, arti, spettacolo. Finora, per me, tra le pagine Facebook, il “top”. Toni sempre equilibrati e pubblico abbastanza selezionato.

Foto che soddisferanno il vostro senso dell’ordine

Pagina divertentissima…le fotografie che propone sono foto particolarmente gradevoli per simmetria e ordine: possono essere oggetti, panorami, dettagli, allestimenti o semplici dettagli di elementi naturali. Le foto sono sempre e comunque gradevolissime alla vista, e nei commenti spesso si trovano simpatiche affermazioni da “fissati” dell’ordine. Per me, che sono disordinata cronica…davvero esilerante.

Citazionismo spinto contro il logorìo moderno

Aforismi di vario genere…il termine spinto sta ad indicare che il livello e il tono delle citazioni è un tantino superiore alla media, e cerca di puntare a temi generali e profondi . Con gioia e tripudio frequento questa pagina, che (per ora) scrive semplicemente le citazioni senza piazzarle su immagini nostalgiche, glitterate e fuoritema, come spesso, purtroppo, vedo: donne con le lacrime, gattini, aeoplani, aquiloni, gocce di rugiada…ecco…la citazione è una frase…e questa pagina le fornisce così: ognuno può viaggiare con la propria mente per dare alla frase le immagini mentali che più gradisce.

 

Avete altre pagine imperdibili da suggerire?

L’ allattamento aiuta a combattere il tumore al seno?

 

L’allattamento al seno va promosso per diversi motivi: il principale, è quello della salute del bambino. Ma anche della mamma. C’è relazione tra l’aumento di tumori al seno e la pratica quasi dismessa di allattare per periodi lunghi?

 

seno

Faccio parte della minuscola minoranza di mamme che ha allattato un figlio per più di due anni. Non è stato facilissimo nè avviare l’allattamento nè portarlo avanti, e alle volte ho pensato che forse, avessi avuto meno motivazioni, avrei mollato prima.

Per allattare al seno, però, intendo allattare veramente, cioè dare il seno al proprio figlio come unica fonte di latte. Parlo di allattamento esclusivo fino ai 6 mesi, e poi di continuare a dare latte a richiesta, cioè ogni volta che il bambino cerca, senza tabelle , e senza fretta di tramutare il pasto latteo in pasto fatto di altri cibi. (Vedi qui).

Vero, il luogo comune ha il suo fondo di verità: il bimbo spesso si attacca “troppo” al seno, lo cerca troppo spesso e lo usa come ciuccio, cioè per rilassarsi, per consolazione ecc…

Premesso che è il ciuccio l’invenzione umana, e che è il ciuccio che abbiamo sostituito alla tetta – alle volte qualcuno se lo scorda- comunque è vero, non ci sono più le condizioni per allattare come si allattava una volta.

Diventa ingestibile ed eccessivamente stancante per la mamma. Ci sono dei momenti in cui ovviamente il bimbo va anche indirizzato, insomma compiuto l’anno è ovvio che la madre , sia quella di oggi che quella dei secoli scorsi, ha anche altri impegni, magari altri figli,  e non può continuare a vivere in estrema simbiosi col figlio . Ma sarebbe auspicabile che ogni madre cercasse di farlo al suo meglio e il più a lungo possibile.

Le motivazioni che mi hanno spinto ad allattare fino a due anni e mezzo del mio bimbo sono state varie, ma la più forte è stata la vaga possibilità che questo mi aiutasse a combattere il tumore al seno, che in famiglia è stato molto presente e in un caso anche letale.

Quando qualcuno sminuisce il sostegno all’allattamento e la sua promozione, o trova insolito un allattamento che oggi si chiama “prolungato”, io in parte gioisco, perché so che quella persona probabilmente non ha avuto donne in famiglia col tumore al seno.

In parte mi intristisco, perché l’atto più bello e naturale che una donna possa fare con le sue tette, è stato relegato ai pochi giorni dopo il parto, per poi tornare all’unica importanza che si dà alla tetta nel suo magico potere di attrarre l’occhio maschile. Utile e bella anche quella, ma riduttiva.

La diffusione del tumore al seno sta diventando impressionante, colpisce tantissime donne anche giovani. Per fortuna la prevenzione sta diventando sempre più efficace, così come anche la cura.

tumore seno

In quest’ottimo articolo di Genitorichannel trovate riferimenti precisi agli studi condotti negli ultimi anni. Sembra che il beneficio di un allattamento prolungato sia maggiore per le donne con un’accentuata familiarità col problema. Sembra, magari non è.

Si è ancora lontani dal capire le ragioni effettive che stanno portando a un aumento così vorticoso dei casi di tumore – e chi ha avuto il triste evento tra i suoi cari lo sa: ogni strada , anche se appare bislacca o complicata da seguire, va imboccata, a costo di apparire irrazionali o estremisti o fuori tempo.

Buona settimana dell’allattamento a tutte le donne, e buon ottobre rosa, mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno.

 

allattamento-enigmammanastrino

bastatacere ostetrica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

#bastatacere ma basta anche col fidarsi troppo

#‎bastatacere‬ è un’iniziativa di madri per le madri e per tutti quelli che sono pronti ad ascoltare la nostra voce. Non sosteniamo nessuna professione in particolare ma ci auspichiamo per noi e per le nostre figlie un’arte ostetrica appropriata garantita dal Nostro Sistema Sanitario Nazionale, augurandoci che tutti i fornitori di assistenza alla nascita possano metterla in pratica con amore, dedizione e competenza

dal gruppo facebook: bastatacere le madri hanno voce

bastatacere ostetrica

#bastatacere è stato un progetto bellissimo,  a cui non ho partecipato attivamente in quanto non ho avuto maltrattamenti ostetrici e ho vissuto i miei due parti in maniera molto poco traumatica.

Ma ho seguito i vari messaggi di denuncia e sfogo di tante donne che hanno ricevuto trattamenti poco professionali e spesso anche insulti gratuiti e fuori luogo.

 

Cos’è che davvero andrebbe cambiato? La cultura ostetrica? La prassi ospedaliera?

Sì, in parte.

L’errore di fondo, però, che ho visto io con i miei occhi è : l’“estrema fiducia” che abbiamo verso l’alto. Verso chi sa di più , verso chi può di più, verso chi lavora da più tempo. Ci si  fida ciecamente, e non si riesce a immaginare che qualcuno ci veda semplicemente come oggetti che fanno numero.

E c’è, in particolare, un’eccessiva fiducia nei reparti maternità. Tante donne rifiutano l’idea di un corso preparto, interno o esterno alla struttura ospedaliera. Non vogliono sapere, credono siano perdite di tempo, perché tanto poi ci sono i medici. Tanto poi al momento di partorire che ti metti, a respirare?

Sicuramente è più invitante fare altro col pancione: andare a passeggio, fare acquisti, farsi foto, preparare il corredino e quant’altro. Col mio secondo figlio ho vissuto più pienamente la preparazione al parto, ma alla fine non ho avuto il coraggio e la forza di preparare un piano del parto, come mi era stato (giustamente) consigliato poco prima del termine.

Non sono riuscita a farlo e sapete perché? Perché mi richiedeva tempo e fatica per capire cosa scriverci, e non avevo tanta forza. Non ero nella giusta predisposizione per farlo, avevo troppe paure e mi dicevo che mi sarebbe bastato avere un parto come il primo, per essere a posto. Quindi ho scelto la stesa struttura ospedaliera della volta precedente. Affidandomi a quella professionalità che avevo testato e che mi aveva regalato un parto relativamente sereno.

La seconda componente è stata la paura: paura che qualcosa andrà storto, paura di prendere la decisione sbagliata e poi sentirsi dire da qualcuno te l’avevo detto. Perché, come capita spessissimo a tutti , non mi sentivo abbastanza capace di prendere un po’ in mano la situazione e far valere i miei diritti, non essendo minimamente abituata a farlo.

Siamo usi a fidarci ciecamente di tante figure professionali, come se non fossero umane, come se avessero una rettitudine morale intrinseca inattaccabile, che li fa valere più degli altri, li fa essere meno approssimativi o meno inclini a dire mezze verità o d aggiustare le cose secondo i propri comodi – magari anche a discapito di altri.

Ci ho riflettuto tanto sopra, e ho capito che oltre alle ragioni personali di ognuno di noi, come paura, mancanza di tempo per formarsi e tante altre possibili cause, principalmente il motivo per cui spesso non ci occupiamo dei nostri diritti è che è più comodo, non doversi informare su nulla, tanto “ci sono loro”.

Più comodo dedicare il nostro tempo e i nostri pensieri solo ad attività rassicuranti e futili.

Più facile chiedere in giro o in piazza, mentre si parla d’altro, anziché da fonti indipendenti. Ed è più comodo, affidare l’esito di eventi delicati e importanti come il parto  a chi “è esperto”, in modo che la nostra paura e la nostra ignoranza abbiano questo scudo forte –  che qualcun altro regga nei momenti complicati della nostra vita.

La professionalità, magari quella profumatamente pagata, è vista come intoccabile e istituzionalmente valida: così è, e chi ne dubita è solo un fanatico. Ma non si tratta di dubitare delle competenze dei professionisti; semplicemente, loro non possono sostituirsi a noi.

Devono essere una fonte di conoscenze per noi, una figura di riferimento, un punto di appoggio. Non sono loro a doversi sobbarcare tutto il peso delle nostre sensazioni, delle nostre credenze e delle nostre priorità.

Non possiamo essere tuttologi, e questo lo so. Non posso diventare esperta di : farmaci, medicina, medicina alternativa, alimentazione, ginecologia, ostetricia, amministrazione pubblica, diritto pubblico e privato, tossicologia, e primo soccorso.  Devo affidarmi a qualcuno esperto, devo trovare un professionista di cui fidarmi e a cui afferire quando mi si presenta un problema.

Ma non posso neanche lavarmi le mani di tutto il sapere che gira intorno alla mia salute, e in generale, alla mia vita di donna e cittadina; sperando che altri , al posto mio, si prendano la briga di stare attenti al mio benessere e alla tutela dei miei interessi.

Tuttologi no, ma un po’ più inseriti nella marmellata della conoscenza sì, per capire cos’è che ci succede, e per avere un quadro trasparente del concatenarsi degli eventi.

Si rifugge troppo spesso, il ruolo pesante di dover capire, apprendere e ragionare.

 

Nel corso degli anni sta diventando più semplice restare occupati in attività frivole che accorgersi di ciò che ci succede intorno. E, ovviamente, non solo negli ospedali.

Ricordiamoci però che la vita è nostra, e se non ci pensiamo noi a tutelare i nostri diritti, sono pochissime le persone disposte a farlo al posto nostro.

bastatacere ostetrica

Blog donne, tanti, scritti da donne, come orientarsi? Ecco i miei preferiti

Prima di aprire il mio blog mammesco ho frequentato diversi siti creati e gestiti da mamme: “blog donne”, tutti molto belli, tanti tipi di madri, idee, ricette, consigli…Per tutti i gusti, insomma.
Il tempo passato a leggere altre madri sul web è stato parecchio, finché ho sentito l’esigenza di qualcosa di diverso, e ho creato Enigmamma per aggregare e appuntare dei contenuti che per me erano difficili da trovare in rete…o comunque difficili da tenere insieme.

blog donne

Insomma, ho creato il blog “che avrei voluto leggere”. Ovviamente il mio blog mi piace molto, ma non sono mai davvero soddisfatta, penso spesso che avrei potuto scrivere meglio, di più, con più insistenza, con più critica, con più tutto. Alcuni pezzi, quando li rileggo, mi sembrano troppo corti e poco interessanti, altri mi piacciono talmente tanto che quando li rileggo faccio fatica a ricordarmi dove abbia trovato tanti spunti e tanta vena creativa.

Detto questo, andiamo al dunque: aprendo il mio blog, non ho affatto smesso di leggere altre mamme, donne, professioniste. E ho scoperto (il perché ancora mi sfugge) che i blog che mi piacciono di più sono spesso poco noti, poco condivisi, e insomma poco trovabili.

Probabilmente perché, come il mio, sono abbastanza giovani. Oppure perché trattano temi poco “da facebook” o non cavalcano l’onda del momento – io sono riuscita a pubblicare solo un post natalizio sotto Natale, per tutte le altre ricorrenze dell’anno non sono riuscita a creare articoli “ad hoc”.

Fatto sta che più frequento gruppi e community variegate – non solo della sfera “casa e famiglia” – ,

più incontro creatrici di idee e articoli che vanno  a braccetto col mio modo di vedere le cose e col mio desiderio di svago online.

Noto soprattutto che lo stile e gli argomenti trattati da queste “scrittrici” allo stesso tempo mi sembrano vicini al mio, e comunque lontani dal mio modo di essere , pensare, agire…come dire, tra noi ho avvertito “similitudini diverse”, stessi pensieri su temi diversi, o diversi pensieri, ma condivisibili, sullo stesso tema. In ogni caso, “blog donne” che sono davvero comunicativi di un qualcosa di interiore, non comunicabile in altri modi.

Perché se un blog di ricette può essere riassunto in un libro, o un portfolio di foto può finire in un catalogo stampato, il senso di un blog “femminino” puro lo sento più prezioso e inafferrabile, e il suo senso si può percepire soltanto seguendolo.

Ecco qui la mia traccia:

1- Una donna al contrario: il titolo del blog la dice tutta. Ognuno dei suoi post mi appassiona e mi incuriosisce, sono sicura che avrà sempre pronta una chicca “al contrario” per stupirmi. Ed ecco, per me che spesso metto orgogliosamente il primo capo che mi capita, un articolo sulla moda e sul fashion blogging: ecco, leggi, e rifletti, mi sono detta, quando l’ho letto. Erano cose che sapevo già, ma viste sulla sua pagina, mi hanno colpito in maniera molto diretta.

2-La vita fertile: la voce del blog è di una professionista preparatissima per tutto ciò che riguarda la psicologia pre e post-parto. E che, con tanto coraggio e determinazione, ha scelto di raccontare il suo caso specifico e la sua presa di coscienza su un aspetto fondamentale della sua vita di donna: un percorso che prende forma

3-Erodaria: il suo stile è molto particolare, e mi verrebbe da dire ermetico. Non so se sia la definizione giusta, ma so che il suo modo di scrivere mi ha intrigato, come se dietro ogni parola – e discorsi all’apparenza semplici, lineari – si nascondessero cento significati diversi. Mamma sì, ma scrive pensieri che girano intorno a tutto il suo mondo e all’essere donna. Semplice ma intenso l’articolo sull’essere troppo poco pronti, di fronte ai maleducati: la risposta giusta al momento sbagliato

4-Volevo fare la rockstar: una delle prime mamme che ho letto e che ho apprezzato come blog mammesco ma non troppo. Mi è rimasta impressa nella mente già col nome del blog: dicendomi che voleva fare la rockstar mi ha già detto molto. Passo a leggerla spesso, sicura che avrà qualche piacevolissimo  pensiero “rock” da offrire ma anche tanta sensibilità di donna e madre da trasmettere. Riflessioni in uno stile per me gradevolissimo: volersi bene, come si fa?

 

Buona lettura…

I miei TED talk preferiti #3 – Sul coding


Oggi consiglio un TED un po’ meno coinvolgente emotivamente rispetto ai primi che vi ho segnalato (qui sulla multipotenzialità e qui sull’introversione).

Stavolta ho scelto un talk coinvolgente dal punto di vista educativo e tecnologico.

Ho anche scritto un articolo sul coding, e la sua introduzione nella scuola.

coding scuola

 

Coding  letteralmente significa “fare codice” dove per codice, in campo informatico, si intende l’insieme delle operazioni che il programmatore informatico scrive e compone per comunicare con la macchina e darle istruzioni.

Ebbene questo signore, Mitch Resnick,  parla proprio di questo; attraverso la presentazione del suo software, Scratch, introduce a una programmazione per blocchi e molto intuitiva da utilizzare.

Il discorso è un poco lungo ma è davvero efficace nel trasmettere la positività di questa novità: quella di introdurre i bambini all’attività profondamente formativa e allo stesso tempo creativa e coinvolgente che è il coding. Buona visione!


 

Breve guida a siti green #2

Il mio blog tratta diversi temi,  tenuti insieme dal filo contorto della vita genitoriale: risparmio, scelte ecologiche, attenzione alle relazioni coi figli; un filone abbastanza ampio definibile come “stile di vita naturale”, che detto in termini internazionali potrebbe definirsi Green lifestyle.

Con questo post di oggi vi indico altri siti green (l’articolo con la prima lista la trovate qui) che ho trovato interessanti, finora, e da cui a volte prendo spunti. Sono in ordine casuale, alcuni li leggevo anche prima di aprire il mio blog e continuo a seguirli, altri li ho incontrati nel tempo, sui vari social. 

green naturale

I- Econote Portale che si occupa di tematiche ambientali, sostenibilità e risparmio. E di tanto altro, sempre in veste “green”. Ha anche una sezione per mamme e papà, ma personalmente lo seguo maggiormente per i numerosi spunti che offre in generale per la vita quotidiana, e anche riguardo a scelte ed acquisti. Una delle ultime pagine che ho letto e apprezzato è stata sul tema del turismo sostenibile. Il portale affronta molti temi diversi, ed è proprio per questo che trovo sempre qualche “curiosità” davvero interessante.

II- Bioradar Uno dei più famosi green magazine, probabilmente anche il più conosciuto e condiviso su facebook. Il sito ha la sezione magazine e quella social; di solito mi soffermo soltanto sugli articoli: la scelta è davvero vastissima, gli articoli interessanti, e i contenuti abbastanza diversificati: ci sono articoli su vari temi come ricette, fai da te, curiosità e anche video e podcast. Una raccolta particolarmente ricca, molto attiva anche sui social. Oggi ho visto questo articolo  sulla coltivazione di frutta e verdura: non credo che riuscirò a metterlo in pratica…il mio pollice non è proprio così green. Ma l’ho trovato comunque molto interessante e ben fatto!

III- Around Family  Sito che offre idee e spunti per fare gite in famiglia. Per visitare il sito è necessario registrarsi o accedere con account Facebook; io ho scelto di registrarmi. Poi vanno inseriti i propri dati e, sicuramente, tutto questo appare un po’ macchinoso e poco invitante. Ma ritengo che ne sia valsa la pena perché il sito offre mappe, itinerari eventi per famiglie con bimbi da 0 a 12 anni. La parte più bella di questo portale è che, una volta entrati, potete voi stessi inserire vostri itinerari, recensioni, commenti e contribuire alla crescita delle opzioni a disposizione. Il sito si dichiara indipendente, questo significa che i consigli non sono sponsorizzati ma solo frutto delle esperienze di altri genitori.

Pertanto, la forzatura a registrarsi ha proprio questo senso: quello di garantire una certa affidabilità dei contenuti. Provatelo!

IV- Mammole Un classico portale per mamme e future mamme, con una particolare inclinazione verso tematiche naturali. Vedrete già da subito la differenza da altri portali -più famosi e “standard”- dal tipo di banner pubblicitari che compaiono. E, soprattutto, dal team di persone che compone la redazione: sono garantite elevata professionalità ed esperienza pluriennale.  Ecco uno degli articoli che mi è capitato di leggere ultimamente, sul tema del co-sleeping.

 

Conoscete già questi siti? Ne leggete altri? Commentate!

I miei Ted talk preferiti #1 – Emilie Wapnick

Qualche tempo fa, cercando un tema da sviluppare, mi sono ritrovata ad ascoltarmi un TED talk: ho trovato la cosa talmente tanto affascinante, che ho scaricato anche l’App per Android e ho iniziato a passare con TED il mio (seppur poco) tempo libero.

Ma cos’è TED?

Da Wikipedia:

TED (Technology Entertainment Design) è una conferenza che si tiene ogni anno a Vancouver, Columbia Britannica e, recentemente, ogni due anni in altre città del mondo.

La sua missione è riassunta nella formula “ideas worth spreading” (idee che val la pena diffondere). Le migliori conferenze sono state pubblicate gratuitamente sul sito web del TED. Le lezioni abbracciano una vasta gamma di argomenti che comprendono scienza, arte, politica, temi globali, architettura, musica e altro. I relatori stessi provengono da molte comunità e discipline diverse […] Al TED Conference si è aggiunto il TED Global, che si svolge in varie località. Ancora, esistono i TEDx, eventi organizzati in modo autonomo ma basati sulla filosofia TED, e nel pieno rispetto delle linee guida TED.

La sede centrale del personale del TED è a New York City e a Vancouver.

Le conferenze sono tenute in diverse lingue; la maggior parte delle volte è possibile visualizzare i sottotitoli in inglese, solo a volte le conferenze sono tradotte in italiano. Tra le conferenze più interessanti che ho trovato, ce ne sono anche alcune tenute proprio in Italia e in italiano: ma finora, le mie preferite, sono soltanto in inglese. Ho pensato di postare un articolo ogni tanto con un link a un TED talk che mi abbia particolarmente colpito.

Il primo con cui voglio inaugurare questa rassegna è il TED talk di Emilie Wapnick sulla Multipotenzialità: dedicato alle persone che non hanno una specifica “chiamata” lavorativa, che non hanno un unico obiettivo,  ma riescono a realizzare, comunque, “tante cose belle”.

Buona visione e a presto con il prossimo talk!


 

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Breve guida a siti green

Il mio blog tratta diversi temi,  tenuti insieme dal filo contorto della vita genitoriale: risparmio, scelte ecologiche, attenzione alle relazioni coi figli;un filone abbastanza ampio definibile come “stile di vita naturale”, che detto in termini internazionali potrebbe definirsi Green lifestyle.

Con questo post di oggi vi indico alcuni dei siti che ho trovato più interessanti, finora, e da cui a volte prendo spunti. Sono in ordine casuale, alcuni li leggevo anche prima di aprire il mio blog e continuo a seguirli, altri li ho incontrati col mio percorso nel web. 

Continua la lettura di Breve guida a siti green

Ecco le Barbie realistiche, sarà, ma io le vedo ugualmente snob

Eccole, le Barbie realistiche!

Anzichè produrle in serie alte, perfette, longilinee e dai visi perfettamente simmetrici e armonici, hanno pensato bene di produrre anche bambole più bassine e tarchiatelle. Ma comunque perfette, dai visi perfettamente simmetrici e armonici, insomma, in poche parole: impeccabili.

 

Fonte immagine Ansa.it
Fonte immagine Ansa.it

 

Anche le bambole più tarchiate hanno comunque le caviglie sottilissime, le braccia tornite e i nasini all’insù.

Sarà ma io già mi immagino i giochi tra bambine: Continua la lettura di Ecco le Barbie realistiche, sarà, ma io le vedo ugualmente snob

A me è andata così, quindi è così.

Negli anni dei social si è diffusa la mania di commentare sempre e comunque ciò che si legge sul web.

Tutti commentano tutto: a qualcuno questo dà fastidio, e non sopporta (molto anti-democraticamente) che ognuno possa dire la propria. A me invece fa piacere, per diversi motivi: tra tutti, il principale è che viene meglio fuori il profilo reale della persona.

Nel senso, che avendo davanti uno schermo, anziché una persona o un gruppo di persone,  è più facile sostenere la propria idea, argomentarla ben benino e dedicarsi all’argomento quando se ne abbiano tempo e  voglia. Questo per me è uno dei benefici maggiori del web. Oltre a quello supremo, di poter trovare argomenti di discussione che ci interessano.

Perché prima, se non amavi calcio, Gp e Formula 1, oppure gossip di vario livello, non è che avevi molto spazio e molti spunti per metterti a parlare di qualcosa, con qualcuno, così per puro cazzeggio, ovunque tu fossi. Dovevi per forza leggere un libro o una rivista, e non sempre uno ha voglia di leggere un libro. Magari hai solo voglia di parlare. E non del meteo. Ecco, col web e coi commenti puoi parlare degli argomenti che ti piacciono con altre persone a cui quegli argomenti piacciono e così via.

Qual è invece la cosa più aberrante che ho trovato su questa nuova pratica, il discussionismo?

Che le persone non hanno ben capito cosa significa che qualcosa provochi qualcos’altro. Il famoso causa-effetto. Eppure non è difficile. Una cosa ne causa un’altra, ma non sempre la stessa causa ha lo stesso effetto.

Per dirla in termini calcistici, se uno tira un rigore, e fa goal, una interpretazione sbagliata è: -siccome io ho tirato un rigore e ho fatto goal, vuol dire che tirare un rigore equivale a fare goal.

E voi direte: infatti, devi vedere se lo fai, il portiere potrebbe parare, la palla andare fuori o sul palo etc etc (quali sono poi altri casi?…illuminatemi).

 

E invece il discussionista vi dirà: ma se ti sto dicendo che io ho tirato il rigore e ho fatto goal, perché metti in discussione quello che dico? Ti assicuro che è così, ho fatto davvero un bel goal e ho preso anche applausi e ola.

E voi inizierete una discussione lunghissima dove interverranno persone di una fazione, persone dell’altra, persone che vi diranno che la ragione sta nel mezzo e altre figure ricorrenti, come quello che sicuramente vi dirà che l’Italia ha altri problemi quindi inutile stare a parlare di rigori.

ciclone

Vi è capitato vero?

Perché, mi chiedo, si fa fatica a capire che la propria esperienza non è una legge indiscutibile, ma è appunto solo una personale esperienza? Solo uno dei vari esiti possibili di una serie di cause? Continua la lettura di A me è andata così, quindi è così.