Archivi categoria: Idee Green

L’allattamento e il suo significato profondo: sono solo opinioni?

Col mio primo figlio, l’immagine mentale che avevo dell’allattamento era questa: la donna partorisce, produce latte, il bimbo beve, poi dopo un po’ si aggiunge il latte in polvere perché quello materno non basta, poi si passa piano piano ai primi cibi diversi, pappine, brodini, e poi in una data non precisa si passa al cibo spezzettato dei grandi. Non avendo parenti coi bimbi piccoli, e non frequentando nessuna persona con bimbi piccoli o che lavora in ambienti  dedicati all’infanzia, non potevo avere altre fonti, se non quella della pubblicità. Continua la lettura di L’allattamento e il suo significato profondo: sono solo opinioni?

Li avete, 35 bei ricordi d’infanzia?

35 cose belle: avevo iniziato questo post il giorno del mio compleanno per festeggiare i miei 35 anni, col desiderio di scrivere una lista di 35 cose belle della mia infanzia che ho trovato bellissime quando le hanno rivissute i miei figli. Diciamo fino ai 7/8 anni, l’età della mia pargola maggiore. Poi l’ho lasciato in bozze, e nel frattempo sono accaduti diversi avvenimenti che mi hanno distratta dal blog, e che hanno portato a un piccolo vuoto creativo.

ricordi

Niente, lo riprendo e lo trasformo in una specie di post pre-natalizio…sulla scia dell’emotività regnante sul web in questo periodo, continuo l’elenco sperando di tirare fuori un sorriso o dei teneri ricordi ai miei coetanei, e, se vi va, qualche condivisione (visto che ormai gli alberi di Natale li avete postati tutti…vi fornisco nuovo materiale da diffondere!). E, ovviamente, sono tutte , o quasi, cose che si possono fare o vivere solamente da bambini, ed è proprio in questo che sta la loro bellezza. Continua la lettura di Li avete, 35 bei ricordi d’infanzia?

SAM 2015, allattiamo: flesha tu che flesho anch’io

Nel mio percorso di sostenitrice dell’allattamento al seno non poteva mancare la fantastica esperienza di partecipare a un flash mob: a Pescara, in piazza Sacro Cuore, in occasione della SAM, Settimana Mondiale per il sostegno dell’Allattamento Materno.

C’è poco da dire: le immagini parlano da sole, l’affluenza di mamme allattanti è stata contenuta ma sentita, insomma non c’erano 100 persone, come io mi aspetterei per una provincia come Pescara. Ma non fa nulla. Il flash mob è un evento molto concentrato nel tempo, cioè in mezz’ora si arriva, si agisce e si sbaracca. Tante mamme hanno impegni. Spero. Dai sì, io l’anno scorso, per esempio, non c’ero stata per un altro impegno.

 

 

In ogni modo, per me è stato il mio primo flash mob, e mi sono divertita a guardare le facce dei passanti: Continua la lettura di SAM 2015, allattiamo: flesha tu che flesho anch’io

Tu, genitore, non scordare chi sei

L’allontanamento sempre più esteso dalla nostra vita istintiva ci fa solo del male?

Il discorso dell’evoluzione e del progresso c’entrano, ma fino a un certo punto: dobbiamo, pur avendo a nostra disposizione beni di consumo, farmaci, apparecchi tecnologici, e tante conoscenze approfondite, stare attenti a non dimenticarci chi siamo. Che tu sia un genitore green o meno, ti sarai fermato qualche volta a riflettere su cosa sono i nostri istinti più profondi e la nostra indole, anche assistendo così da vicino e quotidianamente  alla crescita dei tuoi figli.

i mammiferi allattano a richiesta

Ecco, essere genitore ti  riavvicina molto ai tuoi istinti: già il solo fatto di aver cercato dei figli, è una necessità profonda e che va oltre l’era precisa in cui si vive. Continua la lettura di Tu, genitore, non scordare chi sei

Vacanze e opzioni green: la staycation

Come capita spesso, il tema green si associa benissimo anche a un’idea di risparmio; che non dev’essere però sinonimo di triste rinuncia, bensì un concetto più vicino a quello di evitare uno spreco evitabile e al sapersi godere anche  qualcosa che non deve essere per forza un bene acquistato.

Ho appurato  i questi giorni che esiste un termine: Staycation, per indicare la vacanza di chi resta a casa: dall’inglese stay,  restare, più -cation, parte finale della parola vacation, che vuol dire vacanza. Certo non c’era bisogno di una parola, perché non andare in vacanza è una pratica che è sempre esistita; e mai nessuno ha sentito il bisogno di battezzarla. Ma mi ha incuriosito, resto sempre affascinata da certe novità. Soprattutto se si rifanno a un’idea di risparmio, godereccio però. Credo che quest’anno anch’io opterò per la Staycation.

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In pratica: si deve decidere esattamente quanto durerà, Continua la lettura di Vacanze e opzioni green: la staycation

Ma cos’è che fa, poi, una mamma green?

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Cos’è che fa di diverso dalle altre? Ci sono diversi livelli di vita green, si procede per passi, come in ogni scelta credo.

Innanzitutto è una mamma attenta all’ecologia ed è una persona che si chiede cosa potrà accadere in un prossimo futuro come conseguenza delle proprie azioni. Sia alla propria famiglia, sia al resto del mondo.

Poi: cerca di capire come può vivere in modo tale che la sua vita famigliare non si discosti troppo da bisogni primari, dal contatto con la natura e dal rispetto per essa, da un’alimentazione genuina. In generale, una mamma che si definisce ecologista, amante della natura, eco, bio e similari, tende a fare

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I bambini e il contatto

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Cercando una spiegazione al mio problema del sonno notturno, sono incappata un bel giorno in questa frase:

ci sono bambini che semplicemente, hanno più bisogno di contatto coi genitori

ed è stato subito chiaro per me: mia figlia ha più bisogno di contatto, è una bambina ad alto contatto. Non può essere diversamente. Così ho appronfondito un po’ e ho scoperto cose bellissime.

Vediamo bene quello che ho capito di questo alto contatto. Continua la lettura di I bambini e il contatto

Praticare l’autosvezzamento: in cosa consiste?

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L’autosvezzamento è una parola nuova che indica qualcosa di molto poco nuovo, è una parola composta per un concetto molto semplice.

Significa passare dall’alimentazione esclusivamente lattea a quella solida, senza usare prodotti specifici per il bambino. Non è così anomalo come sembra.

Praticare l’autosvezzamento: come si fa? I principi sono pochi e semplici, vediamoli.

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Gestione dei pannolini lavabili: il mistero svelato

 

i pannolini si gestiscono come il resto del bucato!

Il più grande mistero della pratica dell’uso dei pannolini lavabili: come si gestiscono?

Con tutto il da fare che si ha quando c’è un bimbo piccolo, i ritmi stravolti, l’aumentato numero di lavatrici, il sonno arretrato, ecc ecc ..come è possibile avere il tempo di stare a lavare i pannolini? Anzi…com’è possibile avere il tempo di pensare anche ai pannolini…non solo lavarli. Risposta-banale-, ma è questa: volere è potere. Che non vuol dire fare la mamma martire che di notte strofina i pannolini con le occhiaie e i piatti nel lavello.

“Stare lì a lavare i lavabili, non si campa più…” Mah..non bisogna mica lavarli d’inverno al fiume con una temperatura di 2 gradi. Volendo, il carico dei pannolini lavabili di inserisce nei programmi famigliari di gestione bucato come si inserisce il carico di un nuovo sport, di una nuova passione, o come si inserisce una qualsiasi attività in più a quelle preesistenti. Si fa un po’ di programmazione e si fa come tutte le altre faccende. Niente di assurdo.

 

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Ogni tipo di pannolino ha le sue caratteristiche: io uso i pocket con interno in pile e inserti staccati, inseribili a seconda delle necessità. Uso poi il velo catturapupù che è un velino sottilissimo che si toglie al cambio; si butta nel cestino sia se è solo umido sia ovviamente se contiene il profumato “solido”.

Cosa resta? Il pannolino da lavare, che si può tenere in un bidoncino, a secco, con un po’ di bicarbonato sul fondo per attenuare eventuali odori. Il lavaggio va fatto a giorni alterni o al max ogni due giorni. I prodotti da usare sono : percarbonato di sodio per lavare e igienizzare; acido citrico come deodorante/ammorbidente. Come si fa il carico in lavatrice? Come al solito. Temperatura tra i 40 e i 60 gradi. Centrifuga al massimo, non si rovinano. Si stendono come tutti gli altri panni…sul filo, con la molletta. I pocket, essendo scomponibili, asciugano presto: considerate gli stessi tempi dei capi di intimo.

Si raccolgono si riassemblano e sono pronti. Mi sembra strano scrivere queste istruzioni..insomma si gestiscono come tutto il resto.

Domande frequenti:

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Perchè i pannolini lavabili? Anzi, perchè no?

 

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Dunque, faccio parte di quella stretta cerchia di gente che anni orsono, nel lontano 2008, incappò in questa specie di revival di una pratica usata per centinaia di anni..l’uso dei pannolini lavabili (abbreviati con PL) per bambini .

Il revival sta ad indicare che non è soltanto un tornare indietro e quello che facevano le nostre nonne, ma è anche la rivisitazione di una vecchia pratica: il pannolino di nuova generazione è studiato per ridurre al minimo i fastidi per il bambino e per permettere alla mamma lavanderina di continuare lo stesso a vivere secondo i ritmi della propria epoca.

 

Cosa mi ha convinto a usarli?

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