Archivi categoria: Estemporanea

Pinterest: il social femminile per eccellenza

Pinterest: il social fatto di sole immagini, ma immagini di un certo tipo. Non sono solo semplici foto nè semplici portfoli o collezioni tematiche…

 

Un social che riesce a soddisfare qualsiasi ricerca di immagini su tema specifico, immagini di qualità, che riguardano dettagli precisi, contesti precisi e argomenti definiti.
Per quali attività si presta al meglio?
Sicuramente in tantissimi ambiti, ma vediamo qui perché Pinterest è il social più adatto alle donne multi-tasking della nostra epoca che corrono corrono e non vogliono rinunciare a quel lato femminile creativo e innovatore!

Ricerche di lavoretti per il mondo dei bambini: Pinterest insostituibile

Avete presente quando siete alla ricerca di un’idea…indescrivibile? Originale, estrosa, nuova ma soprattutto che abbia con sè anche il relativo tutorial per la realizzazione? Ecco. La scelta ideale! Per non parlare di quei casi in cui vedete coi vostri occhi un prodotto artigianale o fai da te e volete replicarlo…Qualche minuto e Pinterest vi offrirà sicuramente quello che cercate!

Ricerche di idee per festività ricorrenti o religiose (compleanni, Natale, Pasqua, Feste, Nozze, Comunioni…)

Non è facile organizzarsi, soprattutto quando si ha poco tempo e poche occasioni per scambiare idee o non si vuole investire su un aiuto professionale. Anche per decorare vetrine, ambienti di lavoro, non ci sono limiti: il social dei pin darà una mano a chiunque sia in cerca di soluzioni concrete!

Ricerche per soluzioni pratiche da adottare in casa, come arredamento, decori, divisione di spazi: iscrivendovi, avrete in pratica dei cataloghi illimitati da consultare ovunque e in qualsiasi momento

Ricerche di spunti estetici per qualsiasi genere di creazione dalle acconciature per capelli, alla  decorazione di torte al modo di impiattare le pietanze all’allestimento del giardino

Non solo immagini e tutorial per il fai da te: Pinterest è un’ottima piattaforma anche per quegli stessi siti già strafamosi e già stracondivisi su altri social, che inseriscono le loro chicche su Pinterest, come dei brevissimi video che scorrono in automatico mostrando come si realizza una ricetta, un trucchetto per reggere i capelli o come aggiustare qualcosa che si è rotto. Ad esempio mi capita spesso di seguire i minivideo  di  Tasty  proprio su questo social!

 

Ciò che trovo ancora più interessante è che ogni volta che guardo un contenuto, appaiono nella zona in fondo alla pagina idee molto simili e coerenti con la ricerca appena fatta. Proprio per questo motivo spesso questo social mi ruba parecchio tempo…e cerco pertanto di aprirlo solo quando so che ho un po’ di tempo da dedicarci!

Decorazioni natalizie fai da te: tante idee da realizzare

Freddo, pioggia, gelo…cosa c’è di meglio di fare un buono e sano impasticciamento fai da te coi bambini?

Decorazioni natalizie fai da te: un’altra carrellata di idee trovate qui e là in giro per il web.

 

Per la serie: pigne

Alcuni spunti per realizzare qualcosa di innovativo con le pigne. Io per senso pratico mi limiterei a dare una spruzzata di  glitter…ma devo dire che certi lavoretti vengono proprio bene. I miei preferiti sono gli alberelli in vaso. Vasetti, stelline per le punte, un poco di verde…e l’albero è fatto!

 

decorazioni-natalizie-fai-da-te decorazioni-natalizie-fai-da-te decorazioni-natalizie-fai-da-te

 



 

Poi passiamo all’evergreen: la carta!

Che giornata autunnale è, senza forbici, carta e colla? Vediamo come fare stavolta…ma come fanno a trovare sempre così tante nuove idee da fare con la carta? Il bello di questo materiale è che sembra tutto facile, fattibile, vicino. Insomma c’è speranza per tutti anche per le negate. Non potete dire che sia troppo complicato. Forza su, tutti a cercare carta e cartoncino, Natale si avvicina oh! L’albero fatto con cerchi di carta mezzi piegati è il mio preferito. Colori, novità, sfizio e soprattutto..ehm…poca fatica! E anche l’idea del nastro per regali con passanti di carta a forma di albero…davvero veloce e di effetto!

 

decorazioni-natalizie-fai-da-te decorazioni-natalizie-fai-da-te decorazioni-natalizie-fai-da-te decorazioni-natalizie-fai-da-te decorazioni-natalizie-fai-da-te decorazioni-natalizie-fai-da-te decorazioni-natalizie-fai-da-te decorazioni-natalizie-fai-da-te

 

Poi passiamo agli alberi alternativi!

Avevo già fatto un pezzo sugli alberi fai da te, in questo post, visitalo per non perdere l’occasione…ma ogni giorno se ne inventano una! Stavolta mi ha colpito l’albero pon pon. Non sono sicurissima di poterlo fare con facilità, ma l’effetto è speciale. Un albero pelouche. Mica roba da tutti i giorni…

 

decorazioni-natalizie-fai-da-te decorazioni-natalizie-fai-da-te decorazioni-natalizie-fai-da-te decorazioni-natalizie-fai-da-te decorazioni-natalizie-fai-da-te decorazioni-natalizie-fai-da-te

E infine, una graziosa fotografia che mi ha fato venire voglia di apparecchiare la tavola…simpatica, magari per apparecchiare il tavolo dei bambini o solo i loro posti, o con varianti di colori e dettagli per ogni posto. Il sunto qual è? Che basta davvero poco…non bisogna essere esperti per creare qualcosa di grazioso! A volte un semplice segnaposto riesce a dare quel tocco in più…

 

decorazioni-natalizie-fai-da-te decorazioni-natalizie-fai-da-te

Come ti sembrano queste decorazioni natalizie fai da te?
Tutte le immagini che trovi nel post sono reperibili sul mio account Pinterest , nell’album Alberi di Natale, con relative fonti e tutorial!

 

 

Il terremoto degli altri

Ho sempre vissuto il terremoto degli altri.

Per tutta la mia infanzia e adolescenza non ci sono stati grandi terremoti, ho un ricordo vago di quello del 1984. Alle elementari ci fu una giornata formativa con una prova di evacuazione, che non andò bene ma non importa.

Fino al terremoto umbro del 97 non conoscevo il terremoto. Non conoscevo nulla se non le essenziali indicazioni in caso di emergenza e non pensavo che ci fossero dei sistemi per affrontarlo.

In quel periodo per la prima volta ho conosciuto la durezza di questo evento.

Nel 2001 sono andata a studiare a Perugia, il ricordo era ancora vivissimo nelle facce di tutti. I viaggi in autobus nelle vie scomode della Valnerina mi mettevano sempre un magone indefinibile. Guardavo quelle casette sparute e non riuscivo neanche a pensare come si vivesse lì, tra un cartello “forno” e uno “scuola” attaccati alle casupole.

Mi chiedevo come potesse essere sentire un forte terremoto. A qualcuno ho anche ingenuamente chiesto “com’è stato”, e la risposta Continua la lettura di Il terremoto degli altri

Indicazioni per il terremoto

In tempi di terremoto, non riesco a immaginare di scrivere post vari e lamentele varie;

invito i miei lettori a darsi da fare con le azioni, chiedendo ai comuni o alla protezione civile cosa fare, per dare una mano, dare beni materiali, donare sangue.

Contribuisco con un piccolo opuscolo da tenere a mente e ripassare…

Non ho molto altro da dire!

Cerchiamo di fare il possibile!

 

sismicoITA_Web-2-copy

 

Un articolo interessante qui, su cosa fare, praticamente

Esercizio periodico del cosa faccio bene e cosa faccio male – Ospite Beatrice!

 

Ecco a voi il primo guest post di Enigmamma: una mia collega e lettrice ha gradito l’idea e ha scritto il suo contributo per il neonato tema Esercizio periodico del cosa faccio bene e cosa faccio male.

014ok

L’autrice di oggi si chiama Beatrice Turchi, creatrice e curatrice del blog “L’agenda di mamma Bea”; mi colpisce una frase con cui si presenta:

 “L’allegria e il divertimento in famiglia non devono mai mancare, ogni giorno i  bambini si devono sentire coccolati e coinvolti nelle attività familiari … io sono qui per questo!”

il suo blog ricco di spunti, idee, è gradevole e giocoso. Per quanto riguarda il suo pezzo su Enigmamma, per me è stato molto curioso vedere come ognuna di noi focalizzi diversamente le idee e si concentri su determinati punti e comportamenti della propria vita (genitoriale e non)…ma adesso, lascio a lei la parola!

 

 

 

Credo che questo sia uno degli esercizi più difficili, ma allo stesso tempo utili, per la propria vita da genitore: mettere nero su bianco i difetti ma anche i pregi del proprio modo di educare i figli. I primi ti creano ansia perché ti fanno capire che stai sbagliando, gli altri ti creano ansia lo stesso perché pensi “sono sicura di fare davvero bene?!”

Ecco, partirei proprio da questa: l’ansia, il sentimento che da sempre più mi divora… partirei anche da cosa faccio male, meglio togliersi il dente subito!

Cosa faccio male:

  • come accennavo, sicuramente sono troppo ansiosa. Nei confronti di tutto ciò che mi circonda, non solo di mio figlio; e lo so, rischio di fargli involontariamente del male;
  • permetto di guardare troppa televisione: questo è un mal comune, lo so. Il problema è che mio figlio spesso non ha qualcuno con cui giocare, e si piazza davanti alla televisione mentre io sono occupata in altre faccende.
  • concedo troppe merende: mio figlio, il pomeriggio, a volte sembra che abbia “crisi di astinenza da cibo”: apre continuamente il frigorifero, facendo una merenda dietro l’altra e arrivando all’ora di cena con pochissima fame;
  • giochiamo poco all’aria aperta: sto con mio figlio tutti i santi pomeriggi eppure mi ritrovo a dover svolgere qualche compito, quale spesa, commissioni varie, che non ci permettono di vivere il giusto tempo all’aria aperta.

Ovviamente cerco continuamente di migliorare su questi punti, ma non è così facile!

Vediamo in cosa sono bravina…

Cosa faccio bene:

  • offro tante letture: fin da subito, ho letto a mio figlio tanti libri , ovviamente adatti alla sua età e ai suoi gusti;
  • ho tanta pazienza: contrariamente al mio carattere, irascibile, contraddistinto dal mio segno zodiacale -il toro- , con mio figlio ho sempre cercato di esser paziente e di spiegargli le cose anche 100 volte, rispondendo a tutti i suoi dubbi e le sue domande e, soprattutto, resistendo alle sue provocazioni;
  • sono consapevole dei miei limiti: come dico sempre nel mio blog, la mamma perfetta non esiste. Ne sono ormai consapevole e non perdo tempo prezioso col confronto con altre mamme: ognuna di noi ha dei limiti, di cui non deve crucciarsi troppo;
  • ci piace girare il mondo, soprattutto il nostro Paese;
  • cucino spesso con mio figlio: ho sempre cercato di avvicinare mio figlio a questa e in generale a tutte le attività quotidiane e di routine

Mio figlio, attualmente, è molto interessato alle letture, è curioso, vuole sapere, vuole conoscere. E credo che la curiosità sia fondamentale per la sua crescita personale e per il modo in cui affronterà la scuola.

Per quanto riguarda la mia pazienza, non è per niente facile; in metodo che spesso adotto, quando sento che sono arrivata al limite, è quello di andarmene in un’altra stanza, e lì cerco di calmarmi (permettendo, in questo modo, anche a mio figlio di calmarsi)…diventa tutto più facile e, una volta ritrovata la calma, torno da lui con un’energia diversa e più positiva.

D’estate ci rilassiamo, e io cerco di pensare meno ai problemi e agli impegni vari che, di solito, mi distraggono dal mio ruolo di mamma; le vacanze le stiamo passando con tanto gioco in spiaggia, come al solito leggo tanto tanto sia per me stessa che per il mio bambino e ci godiamo insieme ogni momento della giornata.

Mamma Bea

Esercizio periodico del cosa faccio bene e cosa faccio male

Oggi inauguro una nuova abitudine:

l’esercizio periodico del cosa faccio bene e del cosa faccio male

Inauguro questa rubrica, invitando anche i lettori a partecipare realizzando il loro elenco personale, che verrà volentieri pubblicato in questo mio spazio “social”.

Ripetendo l’esercizio con costanza (immagino possa andare bene ogni paio di mesi), dovrei avere, sul lungo termine:

un promemoria su quello che voglio fare, davvero

una traccia dei miei pensieri più effimeri

un punto fermo per capire se miglioro effettivamente, o se i miei buoni propositi sono soltanto dettati dall’euforia del momento e nulla più.

abitudine

Cosa faccio male

1- cerco di essere social, ma in realtà, nel profondo della mia anima, non lo sono;

2- cerco di essere cordiale, ma è più forte di me: come si fa a parlare con gli sconosciuti? E se è un fuori di testa o uno di quelli che non ti molla più (oggi si chiamano vampiri energetici)?

3- cerco di essere ordinata, ho letto la Kondo, ho migliorato tantissimo col mio armadio e col cassetto dei tupperware, ma sono ancora lontanissima dal senso di soddisfazione che cerco invano, da anni, errabonda

abitudine

4- cerco di essere graziosa , compro maschere, creme, scrub, olii, profumi, poi li guardo e dico: ma come ho potuto comprare tutta questa roba! Come posso mantenerla in ordine? Mi serve un altro cassetto?

Mandando in frantumi, tra l’altro,  tutti i miei sogni di seguire il Kondo-style

 

Cosa faccio bene

1- Cerco di cucinare in modo sano: cresco i miei figli a suon di merende a pane e olio e frutta fresca; compro alimenti freschi e pochissima roba conservata. Ruoto i cereali, le proteine, le verdure e ho anche stabilito che le patatine in busta sono permesse una sola volta al mese. Se non fosse per i gelati estivi, direi quasi di fare sta cosa davvero per benino.

2- Leggo, e invoglio i miei figli a copiarmi: non so come, si è stabilita in casa la consuetudine di leggere durante l’asciugatura dei capelli: i miei figli si concentrano al massimo, vicini , silenziosi , interessati. Peccato che il tutto duri al massimo 10 minuti. Ma ho trovato un metodo per avere una mezz’oretta produttiva: si lavano, si rilassano,  leggono. Meglio abituarli subito a certe buone pratiche.

abitudine

 

Vediamo se intorno ad ottobre avrò qualcosa da aggiungere o da auto-obiettarmi…

E tu, hai una lista di cattive abitudini e buoni propositi da confessare?

Article Marketing – Infanzia e dintorni

article maketing

Enigmamma ospita gratutitamente i vostri contenuti! Nascerà una sezione “notizie”dedicata ai temi principale del sito.

Lo strumento potrà rappresentare una forma di pubblicità utile sia a chi vuole far conoscere i propri prodotti, idee, attività, sia ai lettori che cercano novità, idee, prodotti  nuovi e che rispondono a certi canoni.

1-Gli articoli (ovviamente inediti) devono riguardare temi : Ambiente, Genitorialità ad alto contatto, Attenzione all’educazione e Recensioni varie, di libri, siti o film, di prodotti o giochi per l’infanzia.

2-Gli articoli possono contenere al massimo 1 link in uscita. Ovviamente il link non deve puntare a siti dal contenuto illegale o immorale.

3-Gli articoli devono avere una lunghezza indicativa di 500 parole ed essere scritti in maniera corretta (inviando l’articolo si accettano piccole correzioni pre-pubblicaazione).

 

Puoi inviare il tuo articolo a infoenigmammaATgmail.com.

In caso di pubblicazione verrete avvertiti tramite email.

nobodyshame – Nessuna vergogna del proprio corpo

Su Twitter, in cerca di “controargomenti” da trattare sul mio blog  -in questo periodo di prova costume-mania- , mi sono imbattuta nell’hashtag  nobodyshame.

Un hashtag che si porta dietro questa nuovissima e innovativa corrente di pensiero che invita tutti, e in particolare le donne, a non vergognarsi del proprio corpo.

Il motivo per  cui ogni donna debba per forza sentirsi esteticamente sbagliata è complicato da definire;

il problema più generale è che spesso si associa l’idea di un corpo magro e tonico, a una persona riuscita, soddisfatta, con una buona forza di volontà.

 

Si associa cioè, la forma del corpo, a qualità positive; mentre a corpi in sovrappeso si associano (molto frettolosamente e senza alcun fondamento) qualità negative, come il non sapersi gestire, il non saper resistere alle tentazioni, la pigrizia o l’accidia, la mancanza di gusto estetico. E anche cose peggiori.

Molto, molto, molto spesso, ho visto donne parlare della taglia 44 come una taglia “fuori misura”, e dalla 44 inizia a delinearsi il profilo di una donna che deve sicuramente e senza fiatare, vergognarsi un po’ di ciò che è. Deve quasi scusarsi delle sue forme, e correre ai ripari per trasformarsi il prima possibile in qualcosa di diverso, con un certo senso di urgenza.

 

Cosa c’è di fondato nelle qualità positive associate a corpi in peso forma?

Per me, molto poco. Spesso (non sempre ok, ma spesso) le doti fisiche sono innate. Spesso chi ha molta cura del proprio fisico ha già un fisico ben strutturato oppure lo ha avuto da giovanissimo. Indipendentemente dal motivo per cui una certa persona abbia un buon tono muscolare e un buon rapporto massa magra vs massa grassa, che sia dovuto a ore e ore di allenamenti, a una cura estrema della propria alimentazione, o a un buon corredo genetico – o a tutte e tre insieme-,

quella persona ha semplicemente una dote, ha una caratteristica, che probabilmente garantisce un buono stato di salute generale.

Nessuno ci dice niente su cosa fa o non fa la persona in esame: se ha uno dei sei vizi capitali esistenti oltre quello della gola, se si dopa, se è affidabile, se ha buona volontà. Se è simpatica o meno, o se è capace di portare a termine un obiettivo. Non lo sappiamo, ma tendiamo a credere che avrà sicuramente qualcosa di positivo, dentro di sè.

Diverso è il caso degli atleti: in quel caso, la cura e l’allenamento del proprio corpo sono parte della loro vita, del loro lavoro, della loro quotidianità. E il corpo lo dimostra, indubbiamente. Ma sono appunto, persone che investono il loro tempo, molto del loro tempo, alla cura del proprio fisico.

La grande verità, è che avere il giusto peso, assicura un certo stato di salute, il buon funzionamento del metabolismo, articolazioni non sovraccaricate, agilità, prestanza,  quindi  sicuramente uno stato a cui dovremmo aspirare un po’ tutti. Ma è un discorso di salute, e non di altri aspetti. Non si può pensare che chi sia in sovrappeso sia sbagliato. Probabilmente è meno in salute di un’altra persona, e non mi sembra che ci si preoccupi così tanto della salute in generale, se non quando è strettamente associata all’aspetto fisico.

 

Cosa c’è di fondato nelle qualità negative associate a corpi in sovrappeso?

Per me, nessuna. Ma non è stato sempre così. Anch’io pensavo che il sovrappeso fosse una stonatura, una specie di “errore”da correggere, proprio visivamente.

E per molte persone è uno stato di “gaffe” continua, diciamo quasi umiliante. Nell’immaginario collettivo il cicciotto passa le sue giornate a sbafare cibo grasso, unto, bevande gasate e zuccherate, passa dal divano all’auto e non si muove. Non importa se lavora, se ha successo, se è comunque in buona salute, se fa comunque la sua discreta attività fisica. O se mangia sano. Non importa nulla, perché il suo corpo parla chiaro, e chi non ha mai approfondito la cosa, associa l’eccesso di peso a un qualche eccesso che la persona non sa gestire o controllare. Sicuramente, porterà qualcosa di negativo, dentro di sè.

E invece, molto spesso, semplicemente non è vero. Probabilmente la persona in sovrappeso ama la buona cucina, o ripone nel cibo un significato particolare, potrebbe usarlo come consolazione o averne fatto un vero e proprio vizio.

Riporre in qualcosa un significato particolare, usarlo come consolazione o farne un vero e proprio vizio, lo fanno un po’ tutti, solo che chi non lo fa col cibo, non ha effetti visibili all’esterno.

Questo brevissimo stralcio di Kung fu Panda è divertentissimo…e tutto il film rispecchia molto questo modo di giudicare troppo in fretta chi non appare così tanto in forma.

 

 

E così, ho visto in giro alcuni video e alcuni slogan, e ho deciso di raccogliere un po’ di materiale e di scrivere qualche pezzo in difesa di chi ha addosso dei chili in più ma si è stufato di doversene vergognare. A volte ci propinano modelle cosiddette curvy, che poi in realtà sono donne in formissima e proporzionate, solo con curve un po’ più accentuate. Lo slogan #nobodyshame invece si rivolge proprio a tutti, cicciottelli, superobesi, ma anche solo chi ha una forma troppo a pera, le caviglie troppo spesse, la ciambella alla vita o le gambe storte e il collo corto. Basta! Diffondiamo questo nobodyshame. Che spesso è anche un discorso frainteso, come è accaduto in questo caso.

Tema del prossimo pezzo: la difficoltà di vestirsi oltre la 46 e oltre la 4° di reggiseno. A presto.

 

nobodyshame

 

 

 

 

 

 

 

 

 

immagine donne: www.wdonna.it

Guardando le madri, storia con quesito

Guardando le mamme, mi sono fatto una mia idea. Le osservo tutti i giorni, perché mi passano davanti di continuo. Alcune sono già mamme, altre lo diventeranno. Ne vedo di tante misure, ne vedo anche tante che magari sono state già mamme e torneranno ad esserlo; sicuramente ce ne saranno anche tante che poi madri non lo diventeranno, ma non lo sanno ancora.

Vedo soprattutto i visi. Le donne che passano qui, guardano solo avanti. Non si fermano ad osservare l’arredamento, le finestre, gli scaffali, le persone. Guardano avanti.

Camminano spedite, anche quando hanno il pancione a limite. Si guardano tra loro e guardano speranzose i loro accompagnatori; o si guardano la pancia, o il seno. Guardano il loro neonato e cercano la loro strada.

 

Queste donne che passano di qui non sono eleganti, nè agghindate, non le vedo quasi mai col tacco o coi capelli in ordine. Sono indaffarate a guardare avanti. A volte sono morbide. A volte, molto morbide. Certe mi sembrano  gommose come una caramella, una gelatina. Viene voglia quasi di affondare le mani nelle loro forme, nelle loro braccia e sulle loro cosce. Hanno un aspetto misterioso e rassicurante allo stesso tempo.

Queste donne stanno facendo i conti con la vita. A volte si appoggiano a me, perché io sono sempre qui, un punto fermo. Vorrei parlare, raccontare e chiedere, ma poi alla fine taccio. Svolgo il mio ruolo e ogni giorno offro me stesso, ciò per cui mi hanno messo qui. Sogno di poterne seguire una, per una volta, di queste donne.

La vorrei vedere, dopo che si allontana da me, dove andrà, cosa farà, come continuerà a guardarsi intorno, come continuerà a fare i conti con la strada che ha intrapreso. Ma non posso.

Posso solo limitarmi ad accompagnarle finché non scompaiono, dietro una porta, e allora diventano per me inaccessibili. Rimango fermo al mio posto, e medito e cerco di fissarmi in mente i loro visi, le loro espressioni di speranza mista a timore, a preoccupazione, a gioia e spesso anche a sconforto.

Vedo anche molto spesso persone che piangono e hanno bisogno di me. Una volta ho anche preso un pugno, poi mi è pure toccato sostenere quella persona arrabbiata e delusa. Ma fa parte anche questo del mio lavoro.

Sicuramente ci sono posti migliori in cui stare, a me è capitato questo: forse tanti miei colleghi vedono scene più ricche, più divertenti e spassose, più raffinate, magari hanno il privilegio di poter stare anche all’aria aperta e godersi sole, aria, mare, vento mentre io sono sempre in questo diffuso grigiore, artificioso.

Ma il privilegio che è concesso a me, è concesso a pochi. Io vedo le donne poco prima e poco dopo della loro più grande metamorfosi, del loro personale incontro con l’energia della vita che va avanti. Io vedo ogni giorno donne che guardano avanti, e fanno strada alla vita. Andrà male, andrà bene, sarà dura, sarà difficile da digerire o sarà come programmato: loro guardano avanti, non le distrae nulla.

Hanno addosso, sulla pelle, il velo magico di chi sta regalando all’universo la vita, attraverso loro stesse e le loro viscere.

Assisto ogni giorno al miracolo della donna che si sdoppia e non torna più intera.

Vedo Donne, tutti i giorni, che diventano Madri, lasciate un po’ sole, dirette verso l’ignoto, sicure della loro anima che si trasforma, e per sempre.

Vorrei vederle meno sole, e aiutarle.

Chi è che parla, secondo voi? Lasciate un commento con la risposta!